Dalle richieste formali presentate dal legale fino al ricorso per l’esecuzione della sentenza davanti al Tar: dopo la decisione del Tribunale che imponeva ad Acer di cambiare gli infissi dell’abitazione e di sostenere anche le spese giudiziarie, i lavori sono finalmente cominciati a Pontecagnano Faiano. Lo riporta SalernoToday.
La sentenza aveva stabilito che Acer dovesse provvedere alla sostituzione degli infissi dell’appartamento, oltre a farsi carico delle spese legali. Nonostante il provvedimento, però, l’intervento non era stato effettuato nei tempi previsti. L’avvocato Lenza ha quindi proseguito nella sua attività di pressione nei confronti dell’ente, inviando diverse diffide e successive controdiffide, fino ad arrivare alla presentazione di un ricorso per ottemperanza presso il Tar Campania.
Prima ancora che il tribunale amministrativo si pronunciasse, tuttavia, la situazione si è sbloccata: Acer ha avviato l’iter necessario e gli operai sono attualmente impegnati nell’esecuzione dei lavori.
«Per noi era fondamentale arrivare al risultato concreto, e finalmente gli interventi sono iniziati», spiega l’avvocato Roberto Lenza. Il legale sottolinea di aver insistito attraverso una serie di diffide, controdiffide e ulteriori iniziative giudiziarie. La procedura di ottemperanza sarebbe stata avviata, ma nel frattempo l’ente ha dato seguito a quanto richiesto e i lavori sono partiti.
Per Lenza, l’aspetto centrale della vicenda è che, dopo una lunga attesa, la residente potrà finalmente ottenere quanto già stabilito dal giudice. L’avvocato evidenzia che l’intento non era quello di accumulare ulteriori provvedimenti giudiziari, bensì trasformare una decisione già emessa in un intervento effettivo. I lavori sono stati affidati alla Adatech e comportano un impegno economico complessivo pari a 26.039,93 euro.
La vicenda rientra nell’attività svolta da tempo dall’avvocato Lenza a tutela di persone che vivono situazioni di particolare vulnerabilità, soprattutto nei casi in cui un diritto già riconosciuto dalle autorità giudiziarie debba essere concretamente garantito attraverso l’azione delle istituzioni.
Una situazione analoga era stata raccontata in precedenza dal Corriere del Mezzogiorno e riguardava due persone con invalidità al 100% che, per un periodo prolungato, non avevano potuto lasciare le rispettive abitazioni a causa della presenza di barriere architettoniche. In quella circostanza Lenza rappresentava uno dei due assegnatari e una sentenza del Tribunale di Salerno aveva disposto l’esecuzione degli interventi indispensabili per permettergli di accedere all’edificio.
La stessa inchiesta aveva inoltre riportato un'altra vicenda verificatasi a Pontecagnano, dove un'ordinanza aveva obbligato Acer a costruire una pedana destinata a consentire l’ingresso nell’immobile.
Un ulteriore contenzioso seguito dallo studio riguarda gli abitanti degli alloggi dell’ex Villaggio dei Puffi di Salerno. In questo caso, le contestazioni erano legate alla presenza di muffa, umidità e diverse problematiche strutturali e manutentive degli immobili. La controversia si era conclusa con una decisione favorevole agli assegnatari, alla quale era seguito l’avvio di un piano di riqualificazione dell’intero complesso.
La vertenza era stata portata avanti da Lenza insieme all’avvocato Alessio De Gregorio e aveva dato origine a più di cento ricorsi. Si tratta di episodi differenti, ma accomunati dalla stessa esigenza: utilizzare gli strumenti giudiziari e le iniziative nei confronti delle amministrazioni per ottenere l’effettiva applicazione di diritti che erano già stati riconosciuti.
Lo stesso principio è alla base del caso di Ardovino Fiorina. Anche in questa circostanza, infatti, il traguardo non consisteva nell’ottenere una nuova decisione giudiziaria, ma nel far sì che il provvedimento già emesso dal Tribunale diventasse finalmente operativo.
«È motivo di soddisfazione vedere finalmente partire gli interventi», conclude l’avvocato Lenza. «Dietro questa vicenda c’è una persona che deve poter abitare nella propria casa in condizioni dignitose. Abbiamo intrapreso tutte le azioni necessarie per arrivare a questo risultato e ora sono i fatti a dimostrarlo: i lavori sono cominciati e la situazione è stata finalmente sbloccata».
Alloggi popolari, dopo le iniziative legali dell’avvocato Lenza finalmente al via gli interventi a Pontecagnano Faiano
Un percorso fatto di solleciti, diffide e infine di un ricorso per ottemperanza al Tar Campania ha portato allo sblocco degli interventi richiesti dall’avvocato Roberto Lenza per dare seguito concreto alla pronuncia del Tribunale di Salerno in favore di Ardovino Fiorina, assegnataria di un alloggio Acer situato in via Abate Conforti, a Pontecagnano Faiano, e riconosciuta invalida al 100%.La sentenza aveva stabilito che Acer dovesse provvedere alla sostituzione degli infissi dell’appartamento, oltre a farsi carico delle spese legali. Nonostante il provvedimento, però, l’intervento non era stato effettuato nei tempi previsti. L’avvocato Lenza ha quindi proseguito nella sua attività di pressione nei confronti dell’ente, inviando diverse diffide e successive controdiffide, fino ad arrivare alla presentazione di un ricorso per ottemperanza presso il Tar Campania.
Prima ancora che il tribunale amministrativo si pronunciasse, tuttavia, la situazione si è sbloccata: Acer ha avviato l’iter necessario e gli operai sono attualmente impegnati nell’esecuzione dei lavori.
«Per noi era fondamentale arrivare al risultato concreto, e finalmente gli interventi sono iniziati», spiega l’avvocato Roberto Lenza. Il legale sottolinea di aver insistito attraverso una serie di diffide, controdiffide e ulteriori iniziative giudiziarie. La procedura di ottemperanza sarebbe stata avviata, ma nel frattempo l’ente ha dato seguito a quanto richiesto e i lavori sono partiti.
Gli interventi previsti
Il progetto non comprende esclusivamente la sostituzione degli infissi e delle tapparelle, ormai in condizioni di forte deterioramento, ma prevede anche alcuni interventi destinati a rendere più agevole l’accesso all’abitazione. In particolare, è prevista l’installazione di soglie in marmo che permetteranno di eliminare le barriere architettoniche presenti nella parte esterna del balcone.Per Lenza, l’aspetto centrale della vicenda è che, dopo una lunga attesa, la residente potrà finalmente ottenere quanto già stabilito dal giudice. L’avvocato evidenzia che l’intento non era quello di accumulare ulteriori provvedimenti giudiziari, bensì trasformare una decisione già emessa in un intervento effettivo. I lavori sono stati affidati alla Adatech e comportano un impegno economico complessivo pari a 26.039,93 euro.
La vicenda rientra nell’attività svolta da tempo dall’avvocato Lenza a tutela di persone che vivono situazioni di particolare vulnerabilità, soprattutto nei casi in cui un diritto già riconosciuto dalle autorità giudiziarie debba essere concretamente garantito attraverso l’azione delle istituzioni.
Una situazione analoga era stata raccontata in precedenza dal Corriere del Mezzogiorno e riguardava due persone con invalidità al 100% che, per un periodo prolungato, non avevano potuto lasciare le rispettive abitazioni a causa della presenza di barriere architettoniche. In quella circostanza Lenza rappresentava uno dei due assegnatari e una sentenza del Tribunale di Salerno aveva disposto l’esecuzione degli interventi indispensabili per permettergli di accedere all’edificio.
La stessa inchiesta aveva inoltre riportato un'altra vicenda verificatasi a Pontecagnano, dove un'ordinanza aveva obbligato Acer a costruire una pedana destinata a consentire l’ingresso nell’immobile.
Un ulteriore contenzioso seguito dallo studio riguarda gli abitanti degli alloggi dell’ex Villaggio dei Puffi di Salerno. In questo caso, le contestazioni erano legate alla presenza di muffa, umidità e diverse problematiche strutturali e manutentive degli immobili. La controversia si era conclusa con una decisione favorevole agli assegnatari, alla quale era seguito l’avvio di un piano di riqualificazione dell’intero complesso.
La vertenza era stata portata avanti da Lenza insieme all’avvocato Alessio De Gregorio e aveva dato origine a più di cento ricorsi. Si tratta di episodi differenti, ma accomunati dalla stessa esigenza: utilizzare gli strumenti giudiziari e le iniziative nei confronti delle amministrazioni per ottenere l’effettiva applicazione di diritti che erano già stati riconosciuti.
Lo stesso principio è alla base del caso di Ardovino Fiorina. Anche in questa circostanza, infatti, il traguardo non consisteva nell’ottenere una nuova decisione giudiziaria, ma nel far sì che il provvedimento già emesso dal Tribunale diventasse finalmente operativo.
«È motivo di soddisfazione vedere finalmente partire gli interventi», conclude l’avvocato Lenza. «Dietro questa vicenda c’è una persona che deve poter abitare nella propria casa in condizioni dignitose. Abbiamo intrapreso tutte le azioni necessarie per arrivare a questo risultato e ora sono i fatti a dimostrarlo: i lavori sono cominciati e la situazione è stata finalmente sbloccata».

