Emergono nuovi e inquietanti dettagli sull'omicidio di Luca Esposito, il giornalista 53enne trovato carbonizzato in un'auto ad Eboli. In un'intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, Pierluigi Melillo, direttore dell'emittente OttoChannel presso cui la vittima lavorava da anni come opinione sportivo, ha tracciato il ritratto di una vicenda complessa, escludendo categoricamente che il delitto sia maturato nell'ambiente del giornalismo calcistico.
Il direttore Melillo ipotizza una «vita in chiaroscuro» e non esclude che la vittima possa essere entrata in possesso di informazioni riservate o affari illeciti legati al suo presunto ruolo ispettivo, sollecitando gli inquirenti a scavare nella sua sfera privata per fare luce sul movente dell'agguato.
Omicidio Luca Esposito, parla il direttore di OttoChannel
A sollevare forti interrogativi sono le incongruenze sulla vita professionale dell'uomo: sebbene l'Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) abbia smentito qualsiasi rapporto di lavoro con Esposito, il giornalista era stato visto più volte guidare un'auto di servizio con i loghi ufficiali dell'ente e sosteneva di effettuare controlli e ispezioni ambientali presso aziende zootecniche della regione.Il direttore Melillo ipotizza una «vita in chiaroscuro» e non esclude che la vittima possa essere entrata in possesso di informazioni riservate o affari illeciti legati al suo presunto ruolo ispettivo, sollecitando gli inquirenti a scavare nella sua sfera privata per fare luce sul movente dell'agguato.

