Un esposto che accende i riflettori sulla gestione del personale sanitario nell’ASL Salerno. Secondo una ricognizione denunciata dal sindacato Nursind, sarebbero 421 gli operatori sanitari impiegati in uffici amministrativi o servizi non assistenziali, pur essendo stati assunti per lavorare nelle strutture sanitarie. La segnalazione riguarda l’intero territorio provinciale, da Scafati fino a Sapri, e ha portato alla presentazione di un esposto alle autorità competenti.
Infermieri e operatori sanitari impiegati negli uffici
Nel dettaglio, tra i 421 operatori segnalati figurerebbero:
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187 infermieri
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213 operatori socio-sanitari (OSS)
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oltre 21 tra tecnici di laboratorio, radiologia, fisioterapisti e ostetriche
Professionisti che, secondo la denuncia, risultano attualmente assegnati a uffici, direzioni o servizi amministrativi, anziché operare nelle corsie e nei reparti ospedalieri.
Una situazione che appare particolarmente critica se si considera la carenza di personale sanitario che da anni interessa il sistema sanitario italiano, con difficoltà crescenti soprattutto nelle regioni del Sud.
L’esposto alle autorità
La segnalazione del sindacato è stata inviata a diverse istituzioni:
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alla Procura della Repubblica di Salerno
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alla Corte dei Conti
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ai NAS dei Carabinieri
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all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Salerno
Secondo quanto emerso, il numero degli operatori utilizzati in mansioni diverse da quelle assistenziali sarebbe aumentato negli ultimi tempi di circa quaranta unità, arrivando al totale indicato nell’esposto.
Un sistema sanitario sotto pressione
Il tema si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà del Servizio Sanitario Nazionale.
Secondo i dati dell’Agenas, nei prossimi dieci anni si prevedono circa 80mila pensionamenti nel settore sanitario, con il rischio di lasciare scoperti reparti ospedalieri e servizi territoriali.
A questa prospettiva si aggiungono:
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dimissioni volontarie sempre più frequenti
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fenomeni di burnout tra il personale sanitario
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stipendi considerati poco competitivi rispetto ad altri Paesi europei
Molti professionisti scelgono così di lasciare il servizio pubblico per il settore privato o per lavorare all’estero.
Il divario con l’Europa
I numeri evidenziano un gap significativo tra l’Italia e la media europea. Nel Paese si registrano infatti 6,9 infermieri ogni mille abitanti, contro 8,26 della media UE.
Anche il rapporto tra infermieri e medici è inferiore rispetto agli standard europei: 1,3 in Italia contro almeno 2 nel resto dell’Unione.
Questa carenza si traduce in:
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maggiore carico di lavoro per il personale
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meno tempo dedicato ai pazienti
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rischio più alto di errori e criticità nelle cure
Secondo gli esperti, senza interventi strutturali il sistema sanitario pubblico potrebbe affrontare negli anni a venire una fase sempre più delicata, con ripercussioni dirette sull’assistenza ai cittadini.

