Nuove terapie per combattere il cancro sono al centro di un'importante ricerca condotta dall'Istituto Pascale: bisogna ora individuare i pazienti che possono realmente trarre beneficio da questi trattamenti all'avanguardia.
Negli ultimi anni, le terapie oncologiche hanno conosciuto un'evoluzione significativa con l'introduzione di farmaci intelligenti in grado di colpire il tumore con estrema precisione. Tuttavia, resta una grande sfida: non tutte le persone affette da cancro rispondono allo stesso modo alle nuove terapie. Alcuni pazienti ottengono risultati prolungati, mentre per altri si sviluppa una rapida resistenza. Il vero progresso oggi non consiste solo nel disporre di trattamenti innovativi, ma nel comprendere chi potrà realmente beneficiarne.
Un esempio rilevante sono i coniugati anticorpo-farmaco (Adc), capaci di veicolare la chemioterapia direttamente nella cellula tumorale. Sebbene abbiano ampliato le opzioni terapeutiche in situazioni precedentemente difficili da trattare, rimane il problema cruciale di identificare i pazienti più idonei per ciascun trattamento.
Per far fronte a questa sfida, il Pascale ha avviato un progetto finanziato dal Ministero della Salute, che combina tecnologie avanzate come la trascrittomica spaziale e la biopsia liquida. La trascrittomica spaziale permette di mappare l'attività dei geni mantenendo il contesto spaziale all'interno del tumore, fornendo una visione dettagliata delle interazioni nel microambiente tumorale. La biopsia liquida, invece, analizza gli esosomi – minuscole vescicole rilasciate dalle cellule malate e circolanti nel sangue – che contengono informazioni cruciali sulla patologia e possono essere rilevate tramite un semplice prelievo.
Lo studio raccoglierà dati sia prima dell'inizio delle terapie che al momento dell'intervento chirurgico, con l'obiettivo di monitorare l'evoluzione del tumore in risposta ai trattamenti. Michelino De Laurentiis, responsabile del progetto e direttore del dipartimento di Oncologia senologica e toraco-polmonare dell'IRCCS Fondazione Pascale, spiega che il duplice scopo del lavoro è individuare biomarcatori predittivi per le terapie innovative e comprendere i meccanismi molecolari alla base della resistenza precoce ai farmaci. Grazie a queste tecnologie, si passa dalla valutazione retrospettiva delle risposte terapeutiche all'individuazione preventiva dei pazienti più idonei. Questo approccio rappresenta un cambio di paradigma nella medicina di precisione, ponendo le basi per migliorare significativamente gli esiti clinici delle pazienti.
Cancro, nuove terapie all'avanguardia per combattere il brutto male al centro di una ricerca dell'Istituto Pascale
Nuove terapie per combattere il cancro sono al centro di un'importante ricerca condotta dall'Istituto Pascale con l'obiettivo di individuare i pazienti che possono realmente trarre beneficio da questi trattamenti all'avanguardia. Lo studio, dedicato alle donne con carcinoma mammario in fase iniziale, mira a predire in anticipo l'efficacia delle cure, focalizzandosi anche sulle potenzialità dell'immunoterapia.Negli ultimi anni, le terapie oncologiche hanno conosciuto un'evoluzione significativa con l'introduzione di farmaci intelligenti in grado di colpire il tumore con estrema precisione. Tuttavia, resta una grande sfida: non tutte le persone affette da cancro rispondono allo stesso modo alle nuove terapie. Alcuni pazienti ottengono risultati prolungati, mentre per altri si sviluppa una rapida resistenza. Il vero progresso oggi non consiste solo nel disporre di trattamenti innovativi, ma nel comprendere chi potrà realmente beneficiarne.
Un esempio rilevante sono i coniugati anticorpo-farmaco (Adc), capaci di veicolare la chemioterapia direttamente nella cellula tumorale. Sebbene abbiano ampliato le opzioni terapeutiche in situazioni precedentemente difficili da trattare, rimane il problema cruciale di identificare i pazienti più idonei per ciascun trattamento.
Per far fronte a questa sfida, il Pascale ha avviato un progetto finanziato dal Ministero della Salute, che combina tecnologie avanzate come la trascrittomica spaziale e la biopsia liquida. La trascrittomica spaziale permette di mappare l'attività dei geni mantenendo il contesto spaziale all'interno del tumore, fornendo una visione dettagliata delle interazioni nel microambiente tumorale. La biopsia liquida, invece, analizza gli esosomi – minuscole vescicole rilasciate dalle cellule malate e circolanti nel sangue – che contengono informazioni cruciali sulla patologia e possono essere rilevate tramite un semplice prelievo.
Lo studio raccoglierà dati sia prima dell'inizio delle terapie che al momento dell'intervento chirurgico, con l'obiettivo di monitorare l'evoluzione del tumore in risposta ai trattamenti. Michelino De Laurentiis, responsabile del progetto e direttore del dipartimento di Oncologia senologica e toraco-polmonare dell'IRCCS Fondazione Pascale, spiega che il duplice scopo del lavoro è individuare biomarcatori predittivi per le terapie innovative e comprendere i meccanismi molecolari alla base della resistenza precoce ai farmaci. Grazie a queste tecnologie, si passa dalla valutazione retrospettiva delle risposte terapeutiche all'individuazione preventiva dei pazienti più idonei. Questo approccio rappresenta un cambio di paradigma nella medicina di precisione, ponendo le basi per migliorare significativamente gli esiti clinici delle pazienti.

