Nocera Inferiore celebra Giovanni Amendola, l’uomo che sfidò apertamente Mussolini, in occasione del centenario della sua morte. Lo riporta Il Mattino.
La fine di Giovanni Amendola fu cruenta: aggredito e picchiato ripetutamente dalle squadre fasciste, morì a seguito di un agguato a Montecatini. Le sue origini lo legavano profondamente all’Agro sarnese-nocerino e alla città di Sarno, mentre suo figlio Pietro proseguì il suo impegno politico come consigliere comunale a Nocera Inferiore tra il 1957 e il 1970. Qui avranno luogo due eventi commemorativi organizzati in suo onore sotto il titolo "Giovanni Amendola: il coraggio delle idee a cento anni dalla morte". Il primo incontro si terrà domani alle 9:30 nella Sala Polifunzionale e vedrà la partecipazione degli studenti. Moderato da Francesco Stanzione, l’evento sarà aperto dai saluti del sindaco di Nocera Inferiore Paolo De Maio e del presidente della Provincia Giovanni Guzzo. Interverranno inoltre Lino Picca (dell’Anpi Nocera-Pagani) e Lucia Amendola (dell’Aimc Nocera Inferiore), con un focus a cura del professor Alfonso Conte dell’Università di Salerno. La commemorazione sarà animata dalla presenza dei giovani cittadini per far sì che la memoria storica non si riduca a un semplice rituale, ma diventi motore di riflessione attuale. Alle 11:30 in piazza Diaz seguirà una cerimonia con la posa di una lapide commemorativa, la deposizione di una corona e l’esecuzione dell’Inno d’Italia e dell’Inno alla Gioia da parte del Liceo Musicale "A. Galizia".
“La libertà va tutelata e difesa ogni giorno - rammenta Lucia Amendola - Il pericolo di perdere i diritti è sempre dietro l’angolo. Sono fiera del mio cognome, sebbene esso abbia segnato una vita non semplice per la mia famiglia. All’epoca Sarno era divisa tra amendolisti e fascisti. Mio padre e mio nonno erano mugnai e sostenevano chi aveva fame con la farina per pane e pasta. Tuttavia, quando Mussolini ostacolò l’autosufficienza nella produzione cerealicola, i mulini vennero chiusi. Mio padre continuò a macinare clandestinamente durante la notte e venne arrestato. Allora Giovanni cercò in ogni modo di aiutarlo”.
Il contributo storico di Amendola e la sua irrevocabile opposizione a Mussolini vengono sottolineati anche da Lino Picca: “Affrontò il regime senza paura. Abbiamo reputato doveroso celebrare in modo solenne il centenario della sua morte, per rimarcare l’importanza dei suoi valori ancora oggi”. Oltre agli incontri previsti, gli studenti daranno vita a diversi progetti in memoria dell’antifascista.
Nocera Inferiore ricorda Giovanni Amendola, l'uomo che sfidò Mussolini
"Ero molto piccola e i miei ricordi sono vaghi, ma la mia famiglia non ha mai smesso di raccontarmi quegli eventi. I fascisti entrarono con violenza nella nostra casa, cercando il ritratto di Giovanni Amendola per bruciarlo in piazza del municipio a Sarno. Non trovandolo, squarciarono i materassi, e allora mio padre e mia madre mi nascosero nell'ultima stanza della casa", ricorda commossa Lucia, pronipote 83enne di Amendola. Le sue parole risuonano con forza nel presente, mentre il mondo si confronta con nuove tensioni e conflitti. L’omaggio a Giovanni Amendola, uomo di pensiero e azione, si terrà domani a Nocera Inferiore, dove verrà ricordata la sua figura di politico antifascista, filosofo e giornalista. Dal 1919, anno della sua candidatura nelle liste di Francesco Saverio Nitti, fino alla sua tragica morte, Amendola fu una voce libera tra i banchi del Parlamento italiano. Con l’ascesa al potere di Mussolini, prese posizioni nette contro il fascismo e fu tra i promotori della secessione dell’Aventino, seguita all’omicidio di Giacomo Matteotti. Da quel momento divenne bersaglio del regime.La fine di Giovanni Amendola fu cruenta: aggredito e picchiato ripetutamente dalle squadre fasciste, morì a seguito di un agguato a Montecatini. Le sue origini lo legavano profondamente all’Agro sarnese-nocerino e alla città di Sarno, mentre suo figlio Pietro proseguì il suo impegno politico come consigliere comunale a Nocera Inferiore tra il 1957 e il 1970. Qui avranno luogo due eventi commemorativi organizzati in suo onore sotto il titolo "Giovanni Amendola: il coraggio delle idee a cento anni dalla morte". Il primo incontro si terrà domani alle 9:30 nella Sala Polifunzionale e vedrà la partecipazione degli studenti. Moderato da Francesco Stanzione, l’evento sarà aperto dai saluti del sindaco di Nocera Inferiore Paolo De Maio e del presidente della Provincia Giovanni Guzzo. Interverranno inoltre Lino Picca (dell’Anpi Nocera-Pagani) e Lucia Amendola (dell’Aimc Nocera Inferiore), con un focus a cura del professor Alfonso Conte dell’Università di Salerno. La commemorazione sarà animata dalla presenza dei giovani cittadini per far sì che la memoria storica non si riduca a un semplice rituale, ma diventi motore di riflessione attuale. Alle 11:30 in piazza Diaz seguirà una cerimonia con la posa di una lapide commemorativa, la deposizione di una corona e l’esecuzione dell’Inno d’Italia e dell’Inno alla Gioia da parte del Liceo Musicale "A. Galizia".
“La libertà va tutelata e difesa ogni giorno - rammenta Lucia Amendola - Il pericolo di perdere i diritti è sempre dietro l’angolo. Sono fiera del mio cognome, sebbene esso abbia segnato una vita non semplice per la mia famiglia. All’epoca Sarno era divisa tra amendolisti e fascisti. Mio padre e mio nonno erano mugnai e sostenevano chi aveva fame con la farina per pane e pasta. Tuttavia, quando Mussolini ostacolò l’autosufficienza nella produzione cerealicola, i mulini vennero chiusi. Mio padre continuò a macinare clandestinamente durante la notte e venne arrestato. Allora Giovanni cercò in ogni modo di aiutarlo”.
Il contributo storico di Amendola e la sua irrevocabile opposizione a Mussolini vengono sottolineati anche da Lino Picca: “Affrontò il regime senza paura. Abbiamo reputato doveroso celebrare in modo solenne il centenario della sua morte, per rimarcare l’importanza dei suoi valori ancora oggi”. Oltre agli incontri previsti, gli studenti daranno vita a diversi progetti in memoria dell’antifascista.

