Il Museo archeologico provinciale di Salerno resterà chiuso nel periodo pasquale per permettere un intervento di restyling finalizzato a garantire la piena fruizione dei visitatori a partire da metà maggio. La chiusura temporanea riguarda lavori di ripavimentazione e sistemazione delle vetrine espositive, mirati a migliorare la sicurezza e l’esperienza dei turisti come riportato dal quotidiano Il Mattino in edicola.
Contestualmente, grazie a un accordo con l’Università degli studi di Salerno, si procederà alla sistemazione di alcune vetrine e al riassetto dell’esposizione, valorizzando ulteriormente il patrimonio archeologico custodito. Morra ha sottolineato che la chiusura pasquale è un sacrificio necessario per assicurare una stagione estiva completa e una fruizione ottimale del museo da parte dei visitatori italiani e stranieri.
Il museo, istituito nel 1927 e ospitato dal 1964 in una parte dell’antico complesso di San Benedetto, conserva reperti che vanno dall’età preistorica all’età tardoantica, provenienti da Salerno e dai principali siti archeologici della provincia. Tra i pezzi più significativi spicca la testa di Apollo in bronzo, rinvenuta nel 1930 nel golfo salernitano, simbolo della città. Le collezioni includono anche strumenti di industria litica provenienti da Amalfi e Palinuro, materiali del Paleolitico e dell’età del Bronzo dalle grotte di Polla e Pertosa, e oggetti da tombe di Sala Consilina e Pontecagnano.
Il progetto di restauro e adattamento del museo, affidato all’architetto Ezio Bruno De Felice, rappresenta uno degli interventi più rilevanti della museografia italiana del Novecento, e con la ripavimentazione e la risistemazione delle vetrine il museo si prepara ad accogliere nuovamente il pubblico con standard di sicurezza e valorizzazione aggiornati.
Museo archeologico chiuso per restyling, pronto a maggio
Il delegato ai beni culturali della Provincia, Francesco Morra, ha spiegato che i lavori al piano terra riguardano la rimozione della vecchia resina e la posa di un nuovo strato, necessaria a causa dei numerosi tratti sconnessi che potevano mettere a rischio l’incolumità dei frequentatori. Al primo piano, invece, il cotto esistente sarà lucidato, mentre passerelle, scale e corrimano in legno subiranno interventi di restauro. La Soprintendenza ha già dato il via libera ai lavori, che hanno comportato temporaneamente la chiusura delle vetrine per evitare infiltrazioni di polvere sui reperti.Contestualmente, grazie a un accordo con l’Università degli studi di Salerno, si procederà alla sistemazione di alcune vetrine e al riassetto dell’esposizione, valorizzando ulteriormente il patrimonio archeologico custodito. Morra ha sottolineato che la chiusura pasquale è un sacrificio necessario per assicurare una stagione estiva completa e una fruizione ottimale del museo da parte dei visitatori italiani e stranieri.
Il museo, istituito nel 1927 e ospitato dal 1964 in una parte dell’antico complesso di San Benedetto, conserva reperti che vanno dall’età preistorica all’età tardoantica, provenienti da Salerno e dai principali siti archeologici della provincia. Tra i pezzi più significativi spicca la testa di Apollo in bronzo, rinvenuta nel 1930 nel golfo salernitano, simbolo della città. Le collezioni includono anche strumenti di industria litica provenienti da Amalfi e Palinuro, materiali del Paleolitico e dell’età del Bronzo dalle grotte di Polla e Pertosa, e oggetti da tombe di Sala Consilina e Pontecagnano.
Il progetto di restauro e adattamento del museo, affidato all’architetto Ezio Bruno De Felice, rappresenta uno degli interventi più rilevanti della museografia italiana del Novecento, e con la ripavimentazione e la risistemazione delle vetrine il museo si prepara ad accogliere nuovamente il pubblico con standard di sicurezza e valorizzazione aggiornati.

