Chi era Leo Schilperoord, il paziente zero dell'epidemia di hantavirus: il 70enne olandese è morto su una nave da crociera. Lo riporta Il Mattino.
La storia di Leo e Mirjam Schilperoord è quella di una coppia legata dalla passione per gli uccelli. Insieme hanno scritto un articolo per la rivista ornitologica olandese Het Vogeljaar nel 1984, dedicato alle oche zamperosa. Negli anni, i due hanno viaggiato in tutto il mondo alla ricerca di specie rare, tra cui un assiolo di Serendib avvistato durante un tour di 12 giorni in Sri Lanka nel 2013.
Durante il loro viaggio in Sud America, la coppia si era recata alla discarica di Ushuaia, un luogo noto per attirare vari tipi di volatili, ma tristemente trascurato e infestato dai ratti del riso pigmei dalla coda lunga. È proprio lì che si presume abbiano contratto il ceppo andino dell’hantavirus, trasmesso tramite l’inalazione di particelle dagli escrementi dei roditori. Questo ceppo è noto anche per la sua rara capacità di trasmissione da uomo a uomo.
Gastón Bretti, fotografo e guida locale, ha spiegato che le discariche come quella di Ushuaia spesso diventano punti d'interesse per gli appassionati di birdwatching, poiché richiamano numerosi uccelli. Tuttavia, la situazione delle discariche spesso va oltre i limiti originariamente consentiti dalle autorità, trasformandole in zone cariche di rischi sanitari.
Dopo aver visitato la discarica, il 1° aprile la coppia si era imbarcata sulla nave MV Hondius a Ushuaia con altri 112 passeggeri, tra cui ricercatori e birdwatcher. Il 6 aprile Leo ha iniziato a manifestare i primi sintomi: febbre alta, mal di testa, dolori addominali e diarrea. Purtroppo, cinque giorni dopo, è deceduto a bordo della nave.
La tragedia si è poi ulteriormente aggravata. Il corpo di Leo e sua moglie Mirjam sono stati sbarcati a Santa Elena il 24 aprile durante una sosta programmata della nave. Da lì, Mirjam ha preso un volo per Johannesburg con l'intenzione di tornare nei Paesi Bassi su un volo KLM. Tuttavia, le sue condizioni sono peggiorate al punto che l'equipaggio è stato costretto a farla sbarcare. Mirjam è collassata nell'aeroporto ed è purtroppo deceduta il giorno successivo.
Un necrologio dedicato alla coppia pubblicato in olandese sul bollettino del loro paese natale recita queste parole: "Come uccelli in volo. Ci mancherai e mancheranno le tue storie". Intanto si segnala che sette cittadini statunitensi presenti sulla MV Hondius erano sul volo Airlink preso da Mirjam verso Johannesburg il 25 aprile; sono poi rientrati negli Stati Uniti.
Chi era Leo Schilperoord, il paziente zero dell'epidemia di hantavirus
Leo Schilperoord, un noto ornitologo olandese di 70 anni, è stato identificato come "paziente zero" dell'epidemia di hantavirus scoppiata a bordo di una nave da crociera. La sua sconfinata passione per il birdwatching, tuttavia, gli è costata la vita. Leo e sua moglie Mirjam, di 69 anni, avevano intrapreso un lungo viaggio attraverso il Sud America, durato cinque mesi. Partiti dai Paesi Bassi, il 27 novembre erano arrivati in Argentina per poi proseguire in Cile, Uruguay e fare ritorno in Argentina a fine marzo. Durante quel periodo, la coppia si era dedicata a un'escursione ornitologica che si rivelò fatale. Residente nel piccolo villaggio di Haulerwijk, con soli 3.000 abitanti, la coppia è stata ricordata nei necrologi pubblicati sul bollettino mensile locale.La storia di Leo e Mirjam Schilperoord è quella di una coppia legata dalla passione per gli uccelli. Insieme hanno scritto un articolo per la rivista ornitologica olandese Het Vogeljaar nel 1984, dedicato alle oche zamperosa. Negli anni, i due hanno viaggiato in tutto il mondo alla ricerca di specie rare, tra cui un assiolo di Serendib avvistato durante un tour di 12 giorni in Sri Lanka nel 2013.
Durante il loro viaggio in Sud America, la coppia si era recata alla discarica di Ushuaia, un luogo noto per attirare vari tipi di volatili, ma tristemente trascurato e infestato dai ratti del riso pigmei dalla coda lunga. È proprio lì che si presume abbiano contratto il ceppo andino dell’hantavirus, trasmesso tramite l’inalazione di particelle dagli escrementi dei roditori. Questo ceppo è noto anche per la sua rara capacità di trasmissione da uomo a uomo.
Gastón Bretti, fotografo e guida locale, ha spiegato che le discariche come quella di Ushuaia spesso diventano punti d'interesse per gli appassionati di birdwatching, poiché richiamano numerosi uccelli. Tuttavia, la situazione delle discariche spesso va oltre i limiti originariamente consentiti dalle autorità, trasformandole in zone cariche di rischi sanitari.
Dopo aver visitato la discarica, il 1° aprile la coppia si era imbarcata sulla nave MV Hondius a Ushuaia con altri 112 passeggeri, tra cui ricercatori e birdwatcher. Il 6 aprile Leo ha iniziato a manifestare i primi sintomi: febbre alta, mal di testa, dolori addominali e diarrea. Purtroppo, cinque giorni dopo, è deceduto a bordo della nave.
La tragedia si è poi ulteriormente aggravata. Il corpo di Leo e sua moglie Mirjam sono stati sbarcati a Santa Elena il 24 aprile durante una sosta programmata della nave. Da lì, Mirjam ha preso un volo per Johannesburg con l'intenzione di tornare nei Paesi Bassi su un volo KLM. Tuttavia, le sue condizioni sono peggiorate al punto che l'equipaggio è stato costretto a farla sbarcare. Mirjam è collassata nell'aeroporto ed è purtroppo deceduta il giorno successivo.
Un necrologio dedicato alla coppia pubblicato in olandese sul bollettino del loro paese natale recita queste parole: "Come uccelli in volo. Ci mancherai e mancheranno le tue storie". Intanto si segnala che sette cittadini statunitensi presenti sulla MV Hondius erano sul volo Airlink preso da Mirjam verso Johannesburg il 25 aprile; sono poi rientrati negli Stati Uniti.

