Istat conferma per gennaio 2026 un’inflazione all’1%, la più bassa da novembre 2024. Il carrello della spesa aumenta del 1,9%, con prezzi alimentari e servizi in crescita moderata.
A gennaio l’inflazione scende all’1%: il carrello della spesa cresce meno
A gennaio 2026 l’inflazione in Italia si attesta all’1% su base annua, confermando la stima preliminare e segnando il livello più basso registrato da novembre 2024 (+1,3%). Su base mensile, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,4%, comunica l’Istat.
Il carrello della spesa, comprendente beni alimentari, prodotti per la cura della casa e della persona, cresce del +1,9% rispetto a gennaio 2025, evidenziando un rallentamento rispetto ai mesi precedenti. Anche i prezzi ad alta frequenza d’acquisto mostrano lo stesso incremento.
La crescita tendenziale dell’indice generale deriva soprattutto dall’aumento dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (+2,5%) e lavorati (+1,9%), dei servizi legati all’abitazione (+4,4%), dei tabacchi (+3,3%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%). L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si attesta al +1,7%, mentre quella al netto dei soli beni energetici è pari al +1,9%.
Su base mensile, la variazione del +0,4% è trainata dagli energetici regolamentati (+8,9%), dai servizi relativi all’abitazione (+1,9%), dagli alimentari non lavorati (+1,2%) e lavorati (+0,6%), dai beni durevoli (+0,8%) e dai servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,7%). L’unico calo riguarda i servizi di trasporto (-3,8%).
L’inflazione acquisita per il 2026 si attesta al +0,4% per l’indice generale e al +0,2% per la componente di fondo, mentre l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra un +1,0% su base annua, influenzato dall’avvio dei saldi invernali di abbigliamento e calzature. Per le famiglie di operai e impiegati (Foi), l’incremento tendenziale si attesta al +0,8%.

