Si alleggerisce la pressione giudiziaria su Franco Alfieri in merito al filone d'indagine sulle presunte irregolarità nell'illuminazione pubblica di Capaccio Paestum come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il Tribunale di Vallo della Lucania ha infatti deciso di annullare le misure cautelari che pendevano sull'ex primo cittadino e su Carmine Greco, accogliendo le tesi difensive che evidenziavano un mutamento del contesto processuale. La scelta dei giudici è stata motivata dal fatto che l’istruttoria ha ormai superato la fase più delicata: con l’ascolto dei testimoni dell'accusa già concluso e il comportamento corretto tenuto dagli imputati nel periodo di restrizione, il rischio di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato è stato considerato nullo.
La decisione del collegio cilentano segue una scia di provvedimenti analoghi che hanno già restituito la piena libertà ad altri protagonisti della vicenda, tra cui imprenditori e collaboratori storici, le cui posizioni erano state riviste appena pochi giorni fa. Il processo per la turbativa d'asta e la corruzione a Capaccio Paestum si avvia ora verso lo snodo decisivo: il prossimo 23 aprile la parola passerà ai testimoni citati dalle difese, un passaggio fondamentale che cercherà di smontare il teorema accusatorio in un'aula dove il Comune si è già presentato come parte civile contro i suoi ex amministratori.
Il Tribunale di Vallo della Lucania ha infatti deciso di annullare le misure cautelari che pendevano sull'ex primo cittadino e su Carmine Greco, accogliendo le tesi difensive che evidenziavano un mutamento del contesto processuale. La scelta dei giudici è stata motivata dal fatto che l’istruttoria ha ormai superato la fase più delicata: con l’ascolto dei testimoni dell'accusa già concluso e il comportamento corretto tenuto dagli imputati nel periodo di restrizione, il rischio di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato è stato considerato nullo.
Inchiesta appalti a Capaccio: cade l’obbligo di dimora per Alfieri
Nonostante la revoca dell'obbligo di dimora a Torchiara, la libertà per Alfieri rimane un traguardo lontano. L'ex sindaco deve infatti restare confinato agli arresti domiciliari a causa di un secondo e più pesante fascicolo giudiziario, relativo a un presunto accordo elettorale tra politica e criminalità organizzata risalente alle consultazioni del 2019. In quel procedimento, Alfieri è già stato destinatario di un decreto di rinvio a giudizio, mantenendo quindi intatto il regime restrittivo attuale.La decisione del collegio cilentano segue una scia di provvedimenti analoghi che hanno già restituito la piena libertà ad altri protagonisti della vicenda, tra cui imprenditori e collaboratori storici, le cui posizioni erano state riviste appena pochi giorni fa. Il processo per la turbativa d'asta e la corruzione a Capaccio Paestum si avvia ora verso lo snodo decisivo: il prossimo 23 aprile la parola passerà ai testimoni citati dalle difese, un passaggio fondamentale che cercherà di smontare il teorema accusatorio in un'aula dove il Comune si è già presentato come parte civile contro i suoi ex amministratori.

