Stamattina martedì 18 agosto sono previsti due importanti incontri, in attesa della conferenza di servizi del 26 agosto che potrebbe decidere la riapertura delle Fonderie Pisano: i comitati in presidio davanti al Comune e gli operai aprono la fabbrica. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
L’idea è che il progetto permetta di superare le criticità legate alle migliori tecnologie disponibili, riducendo l'impatto ambientale delle Fonderie. Gli operai e la Fiom Cgil vogliono spiegare ai cittadini della Valle dell'Irno questo cambiamento, aprendo loro le porte delle Fonderie Pisano. "Quest'assemblea è un'occasione per far conoscere meglio le problematiche che stiamo affrontando, fare il punto sulle iniziative sindacali in corso e su quelle future" aveva spiegato Francesca D'Elia, segretaria della Fiom Cgil Salerno, dopo l'incontro degli operai con i vertici dell'Asl. È stata richiesta alla proprietà la possibilità per chi è interessato di visitare le zone dello stabilimento già coinvolte nella dismissione degli impianti a carbone. L'assemblea di stamattina è solo l'ultima di una serie di iniziative che nelle scorse settimane hanno visto le maestranze incontrare il sindaco Vincenzo De Luca, l'assessore regionale alle attività produttive e allo sviluppo economico Fulvio Bonavitacola, i vertici dell'Arpac e dell'Asl di Salerno.
Dall'altro lato, Lorenzo Forte con l'associazione Salute e Vita, e Paolo Fierro con l'associazione Medicina Democratica rivendicano le loro ragioni. Stamani alle 10 saranno sotto i portici del palazzo comunale in attesa di un incontro con il sindaco di Salerno. Forte dichiara: "Se l'amministrazione ha già ricevuto una delegazione di lavoratori, è indispensabile che venga aperto con pari urgenza un confronto anche con i residenti". La preoccupazione dei comitati attivi da anni per la chiusura delle Fonderie Pisano (che hanno ottenuto anche un giudizio favorevole dalla Corte europea dei diritti dell'uomo) è che, se il nuovo progetto presentato dai Pisano ricevesse nuovamente l’AIA, la fabbrica potrebbe restare a Fratte. Anche se i Pisano e gli operai mirano alla delocalizzazione dello stabilimento, la ricerca di una nuova sede per le fonderie si è rivelata finora infruttuosa.
Fonderie Pisano: comitati in presidio davanti al Comune e operai aprono la fabbrica
Stamattina, martedì 18 agosto, sono previsti due importanti incontri, in attesa della conferenza di servizi del 26 agosto che potrebbe decidere la riapertura delle Fonderie Pisano. Alle 10, sotto i portici del palazzo comunale, le associazioni Salute e Vita e Medicina Democratica chiederanno urgentemente un incontro con il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, per discutere il riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale dello stabilimento di Fratte. Alle 11.30, presso lo stabilimento di Fratte, gli operai delle Fonderie Pisano, insieme alla Fiom Cgil, terranno un'assemblea per fare il punto della situazione e, soprattutto, per mostrare ai cittadini interessati lo smantellamento dei vecchi forni a carbon coke. È proprio intorno alla dismissione dei vecchi impianti che si gioca il futuro delle Fonderie Pisano. Il nuovo progetto presentato alla Regione Campania dagli imprenditori salernitani, in ottemperanza all'ordinanza del Consiglio di Stato del 14 maggio scorso, prevede infatti un adeguamento dello stabilimento secondo le migliori tecnologie disponibili, come richiesto dall'Unione Europea. Questo progetto punta a riavviare temporaneamente la produzione introducendo due forni elettrici Trial ad alta efficienza energetica al posto dei forni a carbone.L’idea è che il progetto permetta di superare le criticità legate alle migliori tecnologie disponibili, riducendo l'impatto ambientale delle Fonderie. Gli operai e la Fiom Cgil vogliono spiegare ai cittadini della Valle dell'Irno questo cambiamento, aprendo loro le porte delle Fonderie Pisano. "Quest'assemblea è un'occasione per far conoscere meglio le problematiche che stiamo affrontando, fare il punto sulle iniziative sindacali in corso e su quelle future" aveva spiegato Francesca D'Elia, segretaria della Fiom Cgil Salerno, dopo l'incontro degli operai con i vertici dell'Asl. È stata richiesta alla proprietà la possibilità per chi è interessato di visitare le zone dello stabilimento già coinvolte nella dismissione degli impianti a carbone. L'assemblea di stamattina è solo l'ultima di una serie di iniziative che nelle scorse settimane hanno visto le maestranze incontrare il sindaco Vincenzo De Luca, l'assessore regionale alle attività produttive e allo sviluppo economico Fulvio Bonavitacola, i vertici dell'Arpac e dell'Asl di Salerno.
Dall'altro lato, Lorenzo Forte con l'associazione Salute e Vita, e Paolo Fierro con l'associazione Medicina Democratica rivendicano le loro ragioni. Stamani alle 10 saranno sotto i portici del palazzo comunale in attesa di un incontro con il sindaco di Salerno. Forte dichiara: "Se l'amministrazione ha già ricevuto una delegazione di lavoratori, è indispensabile che venga aperto con pari urgenza un confronto anche con i residenti". La preoccupazione dei comitati attivi da anni per la chiusura delle Fonderie Pisano (che hanno ottenuto anche un giudizio favorevole dalla Corte europea dei diritti dell'uomo) è che, se il nuovo progetto presentato dai Pisano ricevesse nuovamente l’AIA, la fabbrica potrebbe restare a Fratte. Anche se i Pisano e gli operai mirano alla delocalizzazione dello stabilimento, la ricerca di una nuova sede per le fonderie si è rivelata finora infruttuosa.

