La Fondazione EBRIS di Salerno ha recentemente ospitato il kick-off meeting del progetto MiCrO_Care, un'iniziativa dedicata allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per le cromatinopatie, un gruppo di malattie genetiche rare legate all'interazione tra DNA e proteine. Lanciato in sinergia tra Salerno, Napoli e Stati Uniti, il progetto punta a migliorare la qualità di vita dei pazienti approfondendo i meccanismi biologici alla base di queste patologie.
La Fondazione EBRIS di Salerno ha recentemente ospitato il kick-off meeting del progetto MiCrO_Care, un'iniziativa dedicata allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per le cromatinopatie, un gruppo di malattie genetiche rare legate all'interazione tra DNA e proteine. Lanciato in sinergia tra Salerno, Napoli e Stati Uniti, il progetto punta a migliorare la qualità di vita dei pazienti approfondendo i meccanismi biologici alla base di queste patologie.
Capofila dell'iniziativa è il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche (DMMBM) dell'Università Federico II di Napoli, con il supporto del Distretto Tecnologico Campania Bioscience e la partnership della Fondazione EBRIS. Il meeting è stato un'importante occasione di confronto tra ricercatori, istituzioni e stakeholder locali.
Alessio Fasano, presidente e direttore scientifico della Fondazione EBRIS, ha aperto l'incontro sottolineando l'importanza della collaborazione internazionale e delle ricerche innovative sui processi metabolici e sull'interazione tra cervello e organi. Ha espresso grande soddisfazione per l'avvio del progetto, definendolo un passo significativo verso una maggiore comprensione delle malattie rare.
Anche Giulio Corrivetti, vicepresidente della Fondazione, è intervenuto ricordando le radici dell'idea progettuale. Inizialmente orientata verso malattie di massa, la ricerca si è presto estesa anche al campo delle patologie rare, un settore nel quale si stanno aprendo nuove prospettive grazie ai progressi tecnologici, inclusa l'intelligenza artificiale.
Secondo Corrivetti, la continua evoluzione nei campi della trascrizione epigenetica e della regolazione genica sta portando a rilevanti scoperte sui meccanismi biologici, che a loro volta potrebbero tradursi in approcci terapeutici innovativi. Alessandra Marenna, responsabile del core presso la Fondazione EBRIS, ha aggiunto che tra gli obiettivi futuri vi è lo sviluppo di terapie personalizzate attraverso la manipolazione del microbiota intestinale.
Antonio Feliciello, direttore del DMMBM e coordinatore del progetto, ha ribadito l'importanza di questa collaborazione per favorire il dialogo scientifico tra i diversi partner involucrati. Ha evidenziato che il dipartimento persegue la missione di comprendere i meccanismi delle malattie per sviluppare soluzioni terapeutiche innovative.
Giuseppe Merla, responsabile scientifico del progetto presso l'Università Federico II, ha spiegato che MiCrO_Care si focalizzerà sulle sindromi di Kabuki e DiGeorge, due patologie genetiche che condividono manifestazioni cliniche ma hanno origine genetica distinta. Il fulcro della ricerca sarà lo studio dei complessi legami tra genoma ed epigenoma e l'impatto del microbiota intestinale sulla progressione di queste malattie. Poiché molti pazienti soffrono anche di disturbi gastrointestinali, verranno effettuate analisi mirate a comprendere l'influenza del microbiota sul decorso clinico.
Saranno adottati strumenti avanzati come organoidi tridimensionali derivati da cellule staminali dei pazienti, integrati con analisi multi-omiche e piattaforme di intelligenza artificiale. L'obiettivo è identificare biomarcatori e sviluppare potenziali bersagli terapeutici per interventi personalizzati. L'impegno della Fondazione EBRIS si concentrerà in particolare sulla caratterizzazione del microbioma intestinale e sullo studio delle molecole bioattive. Grazie all'intelligenza artificiale, il team prevede di identificare pattern specifici nel microbiota che potrebbero essere modificati per migliorare il benessere generale dei pazienti.
Fondazione Ebris, al via il progetto Micro_Care sulle sindromi di Kabuki e Digeorge
La Fondazione EBRIS di Salerno ha recentemente ospitato il kick-off meeting del progetto MiCrO_Care, un'iniziativa dedicata allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per le cromatinopatie, un gruppo di malattie genetiche rare legate all'interazione tra DNA e proteine. Lanciato in sinergia tra Salerno, Napoli e Stati Uniti, il progetto punta a migliorare la qualità di vita dei pazienti approfondendo i meccanismi biologici alla base di queste patologie.
Capofila dell'iniziativa è il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche (DMMBM) dell'Università Federico II di Napoli, con il supporto del Distretto Tecnologico Campania Bioscience e la partnership della Fondazione EBRIS. Il meeting è stato un'importante occasione di confronto tra ricercatori, istituzioni e stakeholder locali.
Alessio Fasano, presidente e direttore scientifico della Fondazione EBRIS, ha aperto l'incontro sottolineando l'importanza della collaborazione internazionale e delle ricerche innovative sui processi metabolici e sull'interazione tra cervello e organi. Ha espresso grande soddisfazione per l'avvio del progetto, definendolo un passo significativo verso una maggiore comprensione delle malattie rare.
Anche Giulio Corrivetti, vicepresidente della Fondazione, è intervenuto ricordando le radici dell'idea progettuale. Inizialmente orientata verso malattie di massa, la ricerca si è presto estesa anche al campo delle patologie rare, un settore nel quale si stanno aprendo nuove prospettive grazie ai progressi tecnologici, inclusa l'intelligenza artificiale.
Secondo Corrivetti, la continua evoluzione nei campi della trascrizione epigenetica e della regolazione genica sta portando a rilevanti scoperte sui meccanismi biologici, che a loro volta potrebbero tradursi in approcci terapeutici innovativi. Alessandra Marenna, responsabile del core presso la Fondazione EBRIS, ha aggiunto che tra gli obiettivi futuri vi è lo sviluppo di terapie personalizzate attraverso la manipolazione del microbiota intestinale.
Antonio Feliciello, direttore del DMMBM e coordinatore del progetto, ha ribadito l'importanza di questa collaborazione per favorire il dialogo scientifico tra i diversi partner involucrati. Ha evidenziato che il dipartimento persegue la missione di comprendere i meccanismi delle malattie per sviluppare soluzioni terapeutiche innovative.
Giuseppe Merla, responsabile scientifico del progetto presso l'Università Federico II, ha spiegato che MiCrO_Care si focalizzerà sulle sindromi di Kabuki e DiGeorge, due patologie genetiche che condividono manifestazioni cliniche ma hanno origine genetica distinta. Il fulcro della ricerca sarà lo studio dei complessi legami tra genoma ed epigenoma e l'impatto del microbiota intestinale sulla progressione di queste malattie. Poiché molti pazienti soffrono anche di disturbi gastrointestinali, verranno effettuate analisi mirate a comprendere l'influenza del microbiota sul decorso clinico.
Saranno adottati strumenti avanzati come organoidi tridimensionali derivati da cellule staminali dei pazienti, integrati con analisi multi-omiche e piattaforme di intelligenza artificiale. L'obiettivo è identificare biomarcatori e sviluppare potenziali bersagli terapeutici per interventi personalizzati. L'impegno della Fondazione EBRIS si concentrerà in particolare sulla caratterizzazione del microbioma intestinale e sullo studio delle molecole bioattive. Grazie all'intelligenza artificiale, il team prevede di identificare pattern specifici nel microbiota che potrebbero essere modificati per migliorare il benessere generale dei pazienti.

