Emergenza ambientale del fiume Sarno: presentata un’interrogazione in Parlamento. Mazzella (M5S): «Serve una cabina di regia nazionale e il riconoscimento come SIN». Lo riporta Il Mattino.
Mazzella ricorda il suo impegno ormai pluriennale per il Sarno, definito uno dei casi più gravi di degrado ambientale a livello internazionale. Secondo il senatore, la situazione richiede un cambio di passo e soprattutto un coinvolgimento diretto delle istituzioni statali.
Un simile passaggio, sostiene, consentirebbe di garantire una gestione centrale e stabile da parte dello Stato, oltre a mettere a disposizione risorse economiche continuative e certe per le operazioni di bonifica.
Secondo il parlamentare, inoltre, non è più possibile affidare la tutela del fiume a una serie di accordi temporanei e protocolli destinati a scadere dopo pochi anni e da rinnovare periodicamente. Una gestione di questo tipo, a suo avviso, rischia di compromettere la continuità dei controlli e delle attività di contrasto agli illeciti ambientali.
Mazzella propone un vero e proprio ufficio speciale, affidato a un unico responsabile e dotato di personale stabile e di risorse autonome. L’obiettivo sarebbe quello di coordinare in maniera continuativa le attività di prevenzione, controllo e tutela ambientale.
Nell’atto parlamentare il senatore chiede inoltre di conoscere gli esiti concreti dei controlli effettuati finora e i risultati ottenuti attraverso il Master Plan gestito dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale. Si tratta di uno strumento finanziato con un milione di euro che, secondo Mazzella, ha concentrato l’attenzione soprattutto sul rischio idraulico, lasciando in secondo piano le attività di risanamento e di disinquinamento del territorio.
Mazzella chiede anche che tutte le informazioni geolocalizzate relative ai sequestri, agli scarichi abusivi individuati e agli impianti regolarizzati vengano raccolte e pubblicate attraverso una mappa digitale liberamente consultabile.
In questo modo, spiega, i cittadini potrebbero seguire in maniera trasparente l’attività svolta dalle istituzioni e partecipare più direttamente al percorso di recupero e tutela del territorio. In conclusione, il senatore riconosce l’impegno della Regione sul fronte delle infrastrutture, ma invita il Governo nazionale ad assumersi le proprie responsabilità. Secondo Mazzella, le popolazioni dell’Agro Nocerino-Sarnese, del Vesuviano e dell’Avellinese hanno diritto a interventi concreti, informazioni trasparenti e, soprattutto, a tornare a vivere in un ambiente salubre.
Emergenza ambientale del fiume Sarno, presentata un’interrogazione in Parlamento: la denuncia del senatore Mazzella
Il senatore del Movimento 5 Stelle Orfeo Mazzella, vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama, torna a occuparsi della situazione del fiume Sarno e annuncia una nuova iniziativa parlamentare. Dopo un ulteriore sopralluogo nell’area, durante il quale ha potuto constatare direttamente le condizioni di degrado del bacino, ha presentato la sua quinta interrogazione sul tema, sollecitando un intervento urgente da parte del Governo, che a suo giudizio finora non è stato sufficientemente presente.Mazzella ricorda il suo impegno ormai pluriennale per il Sarno, definito uno dei casi più gravi di degrado ambientale a livello internazionale. Secondo il senatore, la situazione richiede un cambio di passo e soprattutto un coinvolgimento diretto delle istituzioni statali.
La richiesta di trasformare il bacino in SIN
Per Mazzella, gli interventi messi in campo dalla Regione non sono sufficienti ad affrontare una situazione di tale portata. Il senatore chiede quindi che il bacino del Sarno, oggi classificato come Sito di Interesse Regionale, venga riconosciuto come Sito di Interesse Nazionale (SIN).Un simile passaggio, sostiene, consentirebbe di garantire una gestione centrale e stabile da parte dello Stato, oltre a mettere a disposizione risorse economiche continuative e certe per le operazioni di bonifica.
Secondo il parlamentare, inoltre, non è più possibile affidare la tutela del fiume a una serie di accordi temporanei e protocolli destinati a scadere dopo pochi anni e da rinnovare periodicamente. Una gestione di questo tipo, a suo avviso, rischia di compromettere la continuità dei controlli e delle attività di contrasto agli illeciti ambientali.
Un ufficio speciale presso l’Autorità di Bacino
Tra le proposte contenute nell’interrogazione c’è anche la creazione, all’interno dell’Autorità di Bacino, di una struttura permanente dedicata esclusivamente alla gestione delle problematiche del Sarno.Mazzella propone un vero e proprio ufficio speciale, affidato a un unico responsabile e dotato di personale stabile e di risorse autonome. L’obiettivo sarebbe quello di coordinare in maniera continuativa le attività di prevenzione, controllo e tutela ambientale.
Nell’atto parlamentare il senatore chiede inoltre di conoscere gli esiti concreti dei controlli effettuati finora e i risultati ottenuti attraverso il Master Plan gestito dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale. Si tratta di uno strumento finanziato con un milione di euro che, secondo Mazzella, ha concentrato l’attenzione soprattutto sul rischio idraulico, lasciando in secondo piano le attività di risanamento e di disinquinamento del territorio.
Fondi bloccati e una mappa pubblica degli illeciti
Un altro punto sollevato dal senatore riguarda alcune risorse statali che, denuncia, risultano inutilizzate da sette anni e non sono mai state riprogrammate dal Ministero nonostante le numerose richieste.Mazzella chiede anche che tutte le informazioni geolocalizzate relative ai sequestri, agli scarichi abusivi individuati e agli impianti regolarizzati vengano raccolte e pubblicate attraverso una mappa digitale liberamente consultabile.
In questo modo, spiega, i cittadini potrebbero seguire in maniera trasparente l’attività svolta dalle istituzioni e partecipare più direttamente al percorso di recupero e tutela del territorio. In conclusione, il senatore riconosce l’impegno della Regione sul fronte delle infrastrutture, ma invita il Governo nazionale ad assumersi le proprie responsabilità. Secondo Mazzella, le popolazioni dell’Agro Nocerino-Sarnese, del Vesuviano e dell’Avellinese hanno diritto a interventi concreti, informazioni trasparenti e, soprattutto, a tornare a vivere in un ambiente salubre.

