Un fronte istituzionale condiviso per affrontare una delle emergenze ambientali più complesse della Campania. È il messaggio con cui il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, partecipa all’incontro convocato nella sala consiliare di Nocera Superiore insieme agli altri primi cittadini della Valle del Sarno e dell’Agro. Al centro del confronto ci sarà anche la situazione del fiume Sarno, tra rischio allagamenti, disinquinamento, rete fognaria, depurazione e scarichi abusivi.
Fiume Sarno, i sindaci dell’Agro fanno fronte comune: Aliberti chiede un tavolo con Fico e interventi immediati
Per Aliberti, l’incontro deve superare le appartenenze politiche e servire a costruire un metodo di lavoro condiviso. «L’incontro va oltre le ideologie e le appartenenze», sottolinea il sindaco di Scafati, ricordando che i Comuni presenti rappresentano solo una parte dei 39 territori attraversati dal fiume.
L’obiettivo è mettere a sistema le azioni dei singoli enti e verificare anche il livello di collaborazione garantito dagli organismi competenti e dalle società partecipate della Regione Campania.
Per il Comune di Scafati, la questione assume un peso particolare. «Siamo il terminale di tutto ciò che arriva dai 39 Comuni e dalle tre province attraversate dal fiume», evidenzia Aliberti. Secondo il primo cittadino, gli interventi già avviati non sono sufficienti a risolvere una criticità che si trascina da decenni.
«Non basta la rete fognaria che stiamo completando o il dragaggio che abbiamo ottenuto per circa due chilometri del Rio Sguazzatorio. Serve un tavolo istituzionale con il presidente Fico, massima espressione responsabile delle opere per il risanamento di un problema che dura da oltre cinquant’anni».
Le priorità indicate da Aliberti
Tra gli interventi ritenuti necessari ci sono il completamento della rete fognaria, il collettamento del depuratore e l’adeguamento dell’impianto di Angri alle esigenze delle aziende che vi conferiscono, soprattutto durante il periodo estivo.
Il sindaco chiede inoltre tempi certi e una programmazione operativa immediata. «Non servono ambientalisti di facciata o suggerimenti rispetto alla soluzione del singolo problema, non servono nocchieri e finti paladini dell’ambiente, ma tempi certi e opere da avviare nell’immediato».
Scarichi abusivi e controlli
Un altro fronte riguarda la vigilanza sugli scarichi illegali. Aliberti rivendica l’attività già svolta dal Comune di Scafati e chiede un controllo più capillare da parte degli organismi regionali, di ArpaC e dell’Ente Idrico.
Tra le richieste c’è anche una mappatura puntuale degli scarichi. «Abbiamo denunciato, come pure abbiamo fatto, i nomi e cognomi delle aziende che sversano illegalmente», afferma il primo cittadino.
Il nodo del dragaggio da 400mila euro
Nel confronto rientra anche il tema del dragaggio finanziato con 400mila euro. Secondo Aliberti, mancherebbe ancora un progetto operativo definito. «Conosciamo soltanto quello del 2014, che era anche di tipo idraulico», osserva il sindaco. Un altro punto che, per l’amministrazione scafatese, richiede chiarimenti e una tempistica precisa.
L’appello alle istituzioni
Aliberti chiude rilanciando la necessità di una mobilitazione comune. «Chi vuole darci supporto e battere con noi i pugni sul tavolo per far capire a chi è di competenza che qui si gioca con la qualità della vita e la salute di un territorio vasto, si faccia avanti».
Poi l’invito all’unità: «Abbiamo bisogno di tutti. Nessuno può vincere questa sfida da solo. Serve collaborazione, comunicazione, volontà, perché fondi per affrontare questa problematica in Regione Campania non mancano».

