La carenza cronica di manutenzione lungo il fiume Sarno e il suo affluente, il Rio Sguazzatoio, è tornata al centro del dibattito durante un’audizione pubblica della commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, svoltasi ieri. L’assessora della Regione Campania Claudia Pecoraro, titolare tra l’altro delle deleghe all’ambiente, ha sottolineato come dal 2021 – anno dell’ultimo intervento di dragaggio, decespugliamento e pulizia del Rio Sguazzatoio – non sia stata effettuata alcuna manutenzione ordinaria, aggravando la vulnerabilità idrogeologica del territorio.
Durante l’audizione, l’assessora ha illustrato anche il progetto sperimentale della centrale di Carditello, uno strumento digitale che raccoglierà i dati ambientali e sanitari provenienti da Arpac, Asl e direzioni regionali, offrendo un quadro univoco per monitorare l’impatto dei cambiamenti climatici in vista del 2030.
Il presidente della Commissione, Pino Bicchielli, ha annunciato la costituzione di un tavolo permanente sul Sarno e sul Rio Sguazzatoio, che coinvolgerà la Commissione parlamentare, la Regione Campania e i Comuni interessati. Il programma degli interventi, previsto tra aprile 2026 e luglio 2027, mira a sanare le criticità del corso d’acqua, ma resta ancora una discrepanza tra gli interventi annunciati e quelli realmente eseguiti. Bicchielli ha ribadito che il Rio Sguazzatoio resta un rischio concreto per i residenti, già messi alla prova dalle piogge di questo inverno, e ha sottolineato l’urgenza di un’azione concreta e tempestiva per la sicurezza del territorio.
Fiume Sarno e Rio Sguazzatoio, allarme rischio idrogeologico
Pecoraro ha evidenziato le criticità legate ai tempi di dragaggio del Sarno, ostacolati dalla presenza dei piloni di due linee ferroviarie: “Al momento possiamo dragare solo per 30-40 centimetri, rispetto ai metri previsti – ha spiegato – stiamo dialogando con Rfi per individuare soluzioni di traslazione dei piloni”. L’assessora ha inoltre ricordato l’ampio contenzioso della Regione, legato ai danni provocati dalle esondazioni del Sarno, stimato intorno ai 100 milioni di euro annui, riguardante abitazioni e colture agricole. Parte di questo contenzioso è stato mitigato grazie a interventi di collettamento fognario, ma Pecoraro ha sottolineato la necessità di rendere ordinari gli interventi finora realizzati solo in situazioni straordinarie.Durante l’audizione, l’assessora ha illustrato anche il progetto sperimentale della centrale di Carditello, uno strumento digitale che raccoglierà i dati ambientali e sanitari provenienti da Arpac, Asl e direzioni regionali, offrendo un quadro univoco per monitorare l’impatto dei cambiamenti climatici in vista del 2030.
Il presidente della Commissione, Pino Bicchielli, ha annunciato la costituzione di un tavolo permanente sul Sarno e sul Rio Sguazzatoio, che coinvolgerà la Commissione parlamentare, la Regione Campania e i Comuni interessati. Il programma degli interventi, previsto tra aprile 2026 e luglio 2027, mira a sanare le criticità del corso d’acqua, ma resta ancora una discrepanza tra gli interventi annunciati e quelli realmente eseguiti. Bicchielli ha ribadito che il Rio Sguazzatoio resta un rischio concreto per i residenti, già messi alla prova dalle piogge di questo inverno, e ha sottolineato l’urgenza di un’azione concreta e tempestiva per la sicurezza del territorio.

