Importante traguardo per l’ASL Salerno, che registra il primo caso di successo legato all’emodialisi domiciliare. Il protagonista è A.T., residente a Sant’Angelo a Fasanella, primo paziente ad aver usufruito del servizio innovativo avviato nel 2025. Dopo mesi di trattamento a domicilio, è arrivata la tanto attesa chiamata per il trapianto di rene: l’intervento è riuscito perfettamente e l’organo ha iniziato subito a funzionare, aprendo la strada a un graduale ritorno alla normalità.
Dialisi domiciliare: meno viaggi, più qualità della vita
Per il paziente, raggiungere l’ospedale più vicino – quello di Eboli – significava affrontare lunghi e faticosi spostamenti più volte a settimana. Grazie al nuovo servizio, la terapia è stata effettuata direttamente a casa, evitando:
- viaggi di oltre un’ora
- disagi legati alle condizioni fisiche
- stress per pazienti già fragili
Un cambiamento concreto che ha migliorato la qualità della vita durante il percorso verso il trapianto.
Il “rene artificiale” e la telemedicina
Il progetto, coordinato dalla UOC di Nefrologia di Eboli diretta dal dottor Giuseppe Gigliotti, introduce un modello innovativo basato su:
- utilizzo del “rene artificiale” domiciliare
- monitoraggio continuo tramite teleassistenza
- integrazione tra ospedale e territorio
L’emodialisi, infatti, è una procedura complessa che normalmente richiede tre sedute settimanali di 4-5 ore ciascuna in struttura sanitaria.
Sanità di prossimità: la casa come primo luogo di cura
Il direttore generale Gennaro Sosto ha sottolineato l’importanza strategica del progetto: “Portare le cure direttamente a casa del paziente significa migliorare concretamente la qualità della vita, soprattutto per chi vive nelle aree interne e ha difficoltà di accesso ai servizi sanitari”.
L’iniziativa rientra in un modello più ampio di assistenza territoriale, finanziato anche con fondi PNRR.
Un servizio ancora limitato ma in crescita
Attualmente, il programma può assistere fino a 20 pazienti, ma l’obiettivo è estenderlo progressivamente. La dialisi domiciliare rappresenta infatti un esempio concreto di:
- medicina di prossimità
- equità nell’accesso alle cure
- innovazione tecnologica applicata alla sanità
Un modello destinato a diventare sempre più centrale, soprattutto nei territori meno serviti.

