Il decreto carburanti approvato dal Senato, passa ora alla Camera: tra taglio delle accise e crediti d’imposta per autotrasportatori e settore ittico.
Varato lo scorso 18 marzo dal Consiglio dei ministri in risposta al rincaro di benzina e diesel, il decreto prevede disposizioni urgenti riguardanti i prezzi petroliferi, legati alle crisi nei mercati internazionali. Tra queste, spicca la riduzione temporanea delle accise su benzina, gasolio e Gpl, inizialmente valida fino al 7 aprile.
L’unica modifica sostanziale riguarda i dettagli dei tagli ai ministeri. Un emendamento (2-bis) ha ampliato l’articolo relativo alla spending review, che prevede un risparmio di 527,4 milioni di euro da parte dei ministeri. Il ministero dell’Economia è stato il più coinvolto, dovendo rinunciare a poco più di 127,5 milioni di euro, principalmente attraverso la riduzione dei rimborsi destinati a privati e imprese. Altri ministeri hanno subito tagli significativi, come quello delle Infrastrutture, che ha destinato quasi 100 milioni di euro alla mobilità stradale. Sul fronte ambientale, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica perderà circa 15,6 milioni di euro, con le decurtazioni maggiori traferite alla tutela della biodiversità e dell’ecosistema marino (9,5 milioni) e alla gestione delle risorse idriche e del rischio idrogeologico (3,3 milioni).
Più di 500 milioni di euro sono stati stanziati a metà marzo per contenere i prezzi dei carburanti durante la loro impennata verso cifre record. La riduzione di 24,4 centesimi al litro per benzina e gasolio, inizialmente valida fino al 7 aprile, è stata prorogata fino al primo maggio.
Il decreto prevede inoltre l’introduzione di crediti d’imposta del 20% per le imprese di autotrasporto e quelle del settore ittico, a fronte dell’aumento dei costi del carburante. Tuttavia, i decreti attuativi relativi a queste misure non sono ancora stati pubblicati.
Il Decreto Carburanti approvato dal Senato, passa ora alla Camera: ecco cosa prevede
Il Senato ha dato via libera al decreto carburanti, che include il taglio delle accise di 24,4 centesimi al litro, approvato con 83 voti favorevoli, 53 contrari e nessuna astensione. Ora il provvedimento sarà esaminato dalla Camera. La votazione ha evidenziato critiche da parte dell’opposizione, concentrate non solo sull’efficacia delle misure proposte ma anche sui settori coinvolti dai tagli necessari per garantire la copertura del decreto.Varato lo scorso 18 marzo dal Consiglio dei ministri in risposta al rincaro di benzina e diesel, il decreto prevede disposizioni urgenti riguardanti i prezzi petroliferi, legati alle crisi nei mercati internazionali. Tra queste, spicca la riduzione temporanea delle accise su benzina, gasolio e Gpl, inizialmente valida fino al 7 aprile.
L’unica modifica sostanziale riguarda i dettagli dei tagli ai ministeri. Un emendamento (2-bis) ha ampliato l’articolo relativo alla spending review, che prevede un risparmio di 527,4 milioni di euro da parte dei ministeri. Il ministero dell’Economia è stato il più coinvolto, dovendo rinunciare a poco più di 127,5 milioni di euro, principalmente attraverso la riduzione dei rimborsi destinati a privati e imprese. Altri ministeri hanno subito tagli significativi, come quello delle Infrastrutture, che ha destinato quasi 100 milioni di euro alla mobilità stradale. Sul fronte ambientale, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica perderà circa 15,6 milioni di euro, con le decurtazioni maggiori traferite alla tutela della biodiversità e dell’ecosistema marino (9,5 milioni) e alla gestione delle risorse idriche e del rischio idrogeologico (3,3 milioni).
Più di 500 milioni di euro sono stati stanziati a metà marzo per contenere i prezzi dei carburanti durante la loro impennata verso cifre record. La riduzione di 24,4 centesimi al litro per benzina e gasolio, inizialmente valida fino al 7 aprile, è stata prorogata fino al primo maggio.
Il decreto prevede inoltre l’introduzione di crediti d’imposta del 20% per le imprese di autotrasporto e quelle del settore ittico, a fronte dell’aumento dei costi del carburante. Tuttavia, i decreti attuativi relativi a queste misure non sono ancora stati pubblicati.

