Il Comitato 25 Aprile di Cava de’ Tirreni esprime forte dissenso per la concessione del Salone dei Marmi del Comune di Salerno in occasione della presentazione del libro “E me ne vanto”, edito da Altaforte Edizioni, prevista il prossimo 7 luglio.
In una nota diffusa come contributo esterno, il Comitato critica la decisione dell’amministrazione comunale, sostenendo che gli spazi istituzionali debbano rimanere luoghi coerenti con i valori democratici e antifascisti su cui si fonda la Repubblica.
La contestazione del Comitato 25 Aprile
Secondo il Comitato, la ricorrenza della morte di Carlo Falvella tornerebbe ogni anno a essere accompagnata da manifestazioni e simboli riconducibili all’estrema destra. La preoccupazione, questa volta, riguarda la scelta di ospitare nel Salone dei Marmi un’iniziativa editoriale che, a giudizio del Comitato, rischierebbe di contribuire alla normalizzazione culturale del neofascismo.
Nel mirino viene indicata anche Altaforte Edizioni, casa editrice già al centro di polemiche nazionali e ricordata dal Comitato per l’esclusione dal Salone del Libro di Torino nel 2019.
Il richiamo alla “clausola antifascista”
Nel comunicato viene citato l’esempio del Comune di Brescia, che nel 2017 ha introdotto una clausola antifascista nel regolamento per la concessione degli spazi pubblici. Tale clausola prevede la sottoscrizione di una dichiarazione di ripudio del fascismo in ogni sua forma, nel rispetto dell’ordinamento costituzionale.
Il Comitato ricorda che misure analoghe sarebbero state adottate da numerosi Comuni italiani e richiama anche la sentenza del Consiglio di Stato del 19 settembre 2024, n. 7687, che avrebbe confermato la legittimità di questo tipo di strumenti amministrativi.
“Le istituzioni non normalizzino il neofascismo”
Per il Comitato 25 Aprile, la difesa dei valori della Resistenza rappresenta non solo un dovere morale, ma anche una responsabilità istituzionale e civile. Strade, piazze e palazzi pubblici, si legge nella nota, devono restare spazi democratici, liberi da iniziative considerate incompatibili con la memoria storica antifascista.
La presa di posizione arriva anche nel contesto della campagna sulla proposta di legge legata alla cosiddetta “remigrazione”, che avrebbe visto iniziative e banchetti anche a Salerno.
Solidarietà alla Casa del Popolo “Cohiba”
Nel documento il Comitato esprime inoltre solidarietà alla Casa del Popolo “Cohiba” di Nocera Inferiore, richiamando un episodio di intimidazione avvenuto alla vigilia della ricorrenza.
Il Comitato si unisce infine alla richiesta formale dell’ANPI Salerno, chiedendo al sindaco Vincenzo Napoli e all’amministrazione comunale la revoca della concessione degli spazi istituzionali per l’iniziativa prevista al Salone dei Marmi.

