Il 9 maggio non è una data qualunque per il cuore pulsante di Salerno. Sono trascorsi esattamente cinque anni da quel giorno del 2021 in cui la città perdeva Fulvio De Maio, proprio mentre si preparava a festeggiare il ritorno nell'Olimpo del calcio. Un destino quasi poetico per lo storico portiere e istrionico opinionista, che si spense alla vigilia della trionfale trasferta di Pescara, lasciando un vuoto incolmabile nel racconto quotidiano della maglia granata.
Oggi, nel quinto anniversario della sua scomparsa, il ricordo di "Fulvietto" resta più vivo che mai. Nonostante il tempo passi, la sua assenza si avverte in ogni domenica di campionato e in ogni dibattito sportivo, dove manca quella sua capacità unica di sdrammatizzare le tensioni e di richiamare tutti all'attaccamento ai colori. Salerno non dimentica il suo portiere gentiluomo, l'uomo che ha difeso la porta e l'orgoglio di una città intera.
Cinque anni senza Fulvi De Maio
Indimenticato baluardo tra i pali negli anni '70 e volto simbolo di LiraTV per molti anni, De Maio ha saputo trasformare il commento tecnico in un’arte popolare. La sua verve, fatta di ironia tagliente e amore viscerale per il "cavalluccio", rivive ancora oggi nei ricordi dei tifosi e in quei motti diventati parte del gergo cittadino, come il leggendario "l'allenatore non gioca". Quel 10 maggio di cinque anni fa, la Salernitana onorò la sua memoria scendendo in campo con il lutto al braccio, conquistando una promozione storica che portò idealmente anche la sua firma.Oggi, nel quinto anniversario della sua scomparsa, il ricordo di "Fulvietto" resta più vivo che mai. Nonostante il tempo passi, la sua assenza si avverte in ogni domenica di campionato e in ogni dibattito sportivo, dove manca quella sua capacità unica di sdrammatizzare le tensioni e di richiamare tutti all'attaccamento ai colori. Salerno non dimentica il suo portiere gentiluomo, l'uomo che ha difeso la porta e l'orgoglio di una città intera.

