La tutela del territorio passa dalla conoscenza, dal confronto e dalla capacità di leggere gli equilibri della natura senza semplificazioni. È questo il messaggio emerso da Roscigno Vecchia, cornice suggestiva dell’incontro promosso nell’ambito di Cilento Selvaggio, dedicato ad ambiente, biodiversità, fauna ed ecosistemi.
L’iniziativa, sostenuta anche da Banca Monte Pruno, ha riunito rappresentanti istituzionali, studiosi, esperti e realtà impegnate nella valorizzazione delle aree interne.
Da Roscigno Vecchia un dialogo sul rapporto tra uomo e natura
Il convegno ha affrontato temi centrali per il futuro del Cilento e dei territori interni: la salvaguardia della biodiversità, la gestione responsabile della fauna, la protezione degli ecosistemi e il ruolo dell’uomo all’interno dell’ambiente naturale.
All’appuntamento hanno preso parte il sindaco di Roscigno Pino Palmieri e l’ideatore di Cilento Selvaggio Francesco Palmieri. Numerosi gli interventi qualificati, tra cui quelli di Domenico Fulgione, docente di Zoologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II, Vincenzo Veneziano, docente di Parassitologia e Malattie Parassitarie dello stesso Ateneo, e Giuseppe Coccorullo, presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Presenti anche Michele Albanese, presidente della Banca Monte Pruno, Dino Muto, presidente ENCI, Corrado Teofili, responsabile Biodiversità e Conservazione di Federparchi, Gaetano Ferrari, direttore dell’Unità Operativa Complessa Sanità Animale, Geppino Parente, presidente della Provincia di Salerno, e Angelo Frattini, procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Salerno.
A moderare i lavori è stato Antonio Mastrandrea, responsabile Area Executive della BCC Monte Pruno.
Ambiente, economia e comunità
Dal confronto è emersa la necessità di costruire una visione condivisa dello sviluppo delle aree interne, nella quale tutela ambientale ed economia non vengano considerate come percorsi separati.
Il presidente Michele Albanese ha richiamato il ruolo che una banca di credito cooperativo può avere accanto alle comunità, non soltanto sul piano economico, ma anche nella difesa dell’identità, della qualità della vita e del patrimonio naturale dei territori.
Roscigno Vecchia, con la sua storia e il suo legame profondo con il paesaggio, ha rappresentato un luogo simbolico per questo tipo di riflessione: uno spazio nel quale memoria, natura e presenza umana raccontano insieme la fragilità e il valore delle aree interne.
Il confronto dopo le polemiche
L’incontro ha offerto anche l’occasione per riportare su un piano di approfondimento alcune discussioni nate attorno alla manifestazione. Il messaggio emerso è stato quello di promuovere un confronto basato sui fatti, sulla conoscenza e sul rispetto delle diverse sensibilità.
La presenza di docenti, tecnici, rappresentanti del Parco, delle istituzioni e del mondo associativo ha confermato la volontà di fare di Cilento Selvaggio un momento di dialogo sui temi ambientali, senza sottrarsi alla complessità delle questioni legate alla fauna, alla biodiversità e alla gestione del territorio.
All’incontro erano presenti anche il vicepresidente della Banca Monte Pruno Antonio Ciniello, il direttore generale Cono Federico e diversi collaboratori dell’istituto.
Da Roscigno Vecchia arriva quindi un invito chiaro: valorizzare il Cilento significa prima di tutto conoscerlo, rispettarlo e custodirlo, trasformando il patrimonio naturale in una risorsa consapevole per le comunità di oggi e di domani.

