La prima processione guidata dall’intelligenza artificiale si è tenuta nel cuore del Cilento, tra i vicoli di Bosco, frazione di San Giovanni a Piro. È accaduto l’8 luglio con “Machina Sacra”, progetto artistico firmato da Max Magaldi e Matteo Mandelli nell’ambito del festival MicroCosmi. Non un rito religioso tradizionale, ma un progetto artistico che ha portato in strada uno schermo digitale, trasformando il borgo in un percorso collettivo tra tecnologia, spiritualità contemporanea e partecipazione.
Cilento, a San Giovanni a Piro la prima processione guidata dall’intelligenza artificiale
Durante l’azione artistica, un grande schermo è stato portato in processione per le strade di Bosco. I partecipanti hanno seguito il percorso utilizzando i propri smartphone, collegati all’opera attraverso un QR code. Ogni dispositivo ha diffuso una litania digitale, contribuendo a sonorizzare la processione e a illuminare il cammino, le strade e i volti dei presenti. Il rito contemporaneo si è concluso nella Cappella del Carmine di Bosco, dove l’opera resterà esposta fino a domenica 12 luglio, ultimo giorno del festival MicroCosmi.
“Machina Sacra” nasce da una riflessione sul rapporto tra spiritualità, tecnologia e collettività. Il progetto, realizzato dagli artisti Max Magaldi e Matteo Mandelli, ha posto al centro il confine sottile tra ciò che unisce e ciò che separa nell’epoca dell’intelligenza artificiale. L’opera si inserisce nell’anno di “Magnifica Humanitas”, l’enciclica di Papa Leone XIV dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.
Il progetto artistico
Il percorso artistico si è sviluppato in tre momenti. Prima della performance, gli artisti hanno lavorato a porte aperte negli spazi di Casa Ortega, l’abitazione che fu del pittore realista spagnolo José Ortega, antifranchista ed esule per scelta proprio a Bosco. La residenza è diventata uno spazio di confronto con la comunità, la Parrocchia e la Pro Loco di Bosco, favorendo un dialogo sui temi del digitale e sul significato dell’opera.
Dopo la fase di incontro e preparazione, “Machina Sacra” si è attivata nello spazio pubblico, trasformando il borgo in un luogo condiviso di esperienza e partecipazione. La conclusione nella Cappella del Carmine ha assunto la forma di una liturgia contemporanea, prolungando il tempo del rito e rendendo l’opera una presenza da attraversare collettivamente fino al termine del festival. MicroCosmi, ideato da Vittorio Cosma e diretto e curato insieme ad Annarita Masullo di The Goodness Factory, proseguirà fino a domenica 12 luglio tra San Giovanni a Piro, Bosco e Scario.
Il commento di Magaldi
"Non volevamo mettere in discussione la fede, ma – ha dichiarato Mandelli come riporta Dire – osservare come cambiano i simboli che attraversano il nostro tempo. Le processioni non parlano solo di religione: parlano di comunità, di appartenenza e di ciò che decidiamo di seguire. In questa nuova liturgia digitale umani e macchine sono insieme, ma chi sta pregando chi?".
"A testa bassa, quando col telefono tra le mani scrolliamo, scriviamo, commentiamo, cerchiamo, compriamo, crediamo – ha detto Magaldi – che quel momento sia nostro. Intimo, privato. Invece, proprio in quel momento siamo parte di una nuova liturgia, collettiva e inconsapevole, durante la quale cediamo tutti le stesse cose: dati, attenzione, tempo, presenza. Machina Sacra prende questa liturgia e la rende visibile. Perché la separazione non è un difetto del rito. È il rito. Separarci, tutti insieme".

