Cresce la preoccupazione per la chiusura totale della tratta ferroviaria Napoli-Salerno via Cava de’ Tirreni, prevista dal 10 maggio al 29 giugno 2026. Le segreterie provinciali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna lanciano l’allarme sui possibili effetti della sospensione della linea, che comporterà cancellazioni e limitazioni per treni regionali e metropolitani.
Una chiusura necessaria, ma con forti ricadute sui pendolari
La sospensione della tratta è legata a interventi infrastrutturali ritenuti necessari. Tuttavia, secondo i sindacati, l’impatto sulla mobilità quotidiana rischia di essere molto pesante.
Per circa 50 giorni, migliaia di pendolari, studenti e lavoratori dovranno fare i conti con modifiche, disagi e possibili rallentamenti negli spostamenti tra Napoli, l’Agro, Cava de’ Tirreni e Salerno.
Servizi sostitutivi ritenuti insufficienti
Il piano sostitutivo predisposto da Ferrovie dello Stato prevede l’utilizzo di autobus da circa 60/65 posti. Una soluzione che, secondo le organizzazioni sindacali, appare insufficiente rispetto ai flussi normalmente gestiti dai treni, capaci di trasportare centinaia di passeggeri per ogni corsa.
La criticità principale riguarda la capacità del servizio su gomma di assorbire l’utenza ferroviaria, soprattutto nelle fasce orarie di maggiore affluenza.
Il rischio sovraffollamento sui bus ordinari
Nella nota inviata alla Regione Campania, alle aziende del trasporto pubblico locale e alla Prefettura, i sindacati evidenziano anche un altro problema: il servizio sostitutivo non coprirà tutte le fermate ferroviarie.
Questo potrebbe provocare un aumento significativo dei passeggeri sui mezzi ordinari di Busitalia Campania e Sita Sud, già oggi molto utilizzati nelle ore di punta.
Il rischio, secondo le sigle sindacali, è quello di una crescita di sovraffollamento, ritardi, tensioni e disagi, con conseguenze dirette sia per gli utenti sia per il personale in servizio.
Sicurezza del personale al centro delle preoccupazioni
Le organizzazioni sindacali temono che la carenza di posti, i ritardi e una comunicazione non adeguata possano generare esasperazione tra i viaggiatori.
In un contesto già complesso, aumenta il rischio di discussioni e aggressioni nei confronti del personale di guida e di verifica, come già accaduto in situazioni analoghe. Per questo i sindacati chiedono misure preventive e un presidio costante durante tutto il periodo di interruzione.
Le richieste dei sindacati
Nel documento ufficiale, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna chiedono un intervento coordinato e tempestivo da parte delle istituzioni e delle aziende coinvolte.
Tra le richieste principali ci sono l’autorizzazione di chilometri aggiuntivi per Busitalia Campania e Sita Sud, il potenziamento delle corse nelle fasce di punta, un incremento dei controlli e l’apertura urgente di un tavolo di coordinamento tra Regione, aziende e sindacati.
Appello alla Regione Campania
Per le sigle sindacali è indispensabile garantire condizioni di viaggio sostenibili, tutela del personale, informazioni chiare agli utenti e una gestione efficace dell’emergenza temporanea.
La chiusura della linea Napoli-Salerno via Cava, sottolineano, non può essere considerata soltanto un intervento tecnico. La sospensione incide direttamente sul diritto alla mobilità, sulla vita quotidiana dei cittadini e sull’equilibrio sociale ed economico del territorio.

