Le tutele ambientali nel cuore del Cilento tornano al centro delle attività di controllo del territorio, stroncando sul nascere un intervento edilizio non autorizzato in una delle aree di maggior pregio naturalistico della provincia di Salerno.
I Carabinieri Forestali, nell'ambito di una serie di ispezioni mirate al contrasto del mattone selvaggio, hanno individuato e bloccato una consistente opera cementizia completata clandestinamente nel territorio comunale di Montecorice, sprovvista di qualsiasi titolo abilitativo.
La reazione delle istituzioni è stata immediata: i vertici dell'Ente Parco hanno firmato un provvedimento restrittivo che impone l'immediato abbattimento del manufatto e l'integrale bonifica della zona per restituirla al suo stato originario. Per il privato proprietario del lotto è scattato un conto alla rovescia di tre mesi per completare le operazioni di rimozione a proprie spese; la scadenza dei termini senza il ripristino dei luoghi farà scattare pesanti denunce penali e l'acquisizione coatta del terreno al patrimonio pubblico.
I Carabinieri Forestali, nell'ambito di una serie di ispezioni mirate al contrasto del mattone selvaggio, hanno individuato e bloccato una consistente opera cementizia completata clandestinamente nel territorio comunale di Montecorice, sprovvista di qualsiasi titolo abilitativo.
Cemento illegale a Montecorice: l'Ente Parco ordina la demolizione
La task force dell'Arma ha accertato la presenza di una recinzione monumentale in muratura, estesa per ben settanta metri di lunghezza e con picchi di altezza che superano il metro, completata sulla sommità da una barriera in ferro. La struttura è stata innalzata aggirando completamente i vincoli paesaggistici e i nulla osta obbligatori imposti dalle normative nazionali per la salvaguardia dei territori interni all'area protetta del Parco Nazionale.La reazione delle istituzioni è stata immediata: i vertici dell'Ente Parco hanno firmato un provvedimento restrittivo che impone l'immediato abbattimento del manufatto e l'integrale bonifica della zona per restituirla al suo stato originario. Per il privato proprietario del lotto è scattato un conto alla rovescia di tre mesi per completare le operazioni di rimozione a proprie spese; la scadenza dei termini senza il ripristino dei luoghi farà scattare pesanti denunce penali e l'acquisizione coatta del terreno al patrimonio pubblico.

