Si è chiusa l'udienza preliminare per una vasta rete di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione che per anni ha gestito appartamenti e finti centri culturali nel Salernitano come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La Gup del Tribunale di Salerno ha disposto il rinvio a giudizio per undici persone, mentre per un dodicesimo imputato, che ha scelto il rito abbreviato, è già arrivata una condanna a tre anni di reclusione per aver agevolato il meretricio. L'inchiesta, scattata con un blitz dei carabinieri nel giugno 2024, ha svelato una fitta ragnatela di alcove sparse tra il capoluogo, Pontecagnano Faiano, Battipaglia e Fisciano.
Sotto la lente degli inquirenti sono finiti non solo civili abitazioni, ma anche bed & breakfast e circoli privati che, dietro la facciata di associazioni artistiche o musicali, nascondevano club per scambi di coppie dove si consumavano rapporti a pagamento. Mentre i promotori principali del gruppo erano già stati condannati in precedenza, il processo ordinario per gli altri undici coinvolti prenderà il via il prossimo giugno. In quella sede, il collegio difensivo dovrà rispondere alle pesanti accuse di aver trasformato diverse zone della provincia in un lucroso distretto del sesso a pagamento.
La Gup del Tribunale di Salerno ha disposto il rinvio a giudizio per undici persone, mentre per un dodicesimo imputato, che ha scelto il rito abbreviato, è già arrivata una condanna a tre anni di reclusione per aver agevolato il meretricio. L'inchiesta, scattata con un blitz dei carabinieri nel giugno 2024, ha svelato una fitta ragnatela di alcove sparse tra il capoluogo, Pontecagnano Faiano, Battipaglia e Fisciano.
Case a luci rosse tra Salerno e provincia: in 12 davanti al giudice
Il sistema era collaudato e prevedeva un pacchetto di servizi "all inclusive" per prostitute e transessuali. Oltre alla locazione di immobili a prezzi gonfiati — che arrivavano fino a 400 euro a settimana — l'organizzazione offriva assistenza logistica completa, dal cambio della biancheria alla protezione personale contro eventuali malintenzionati. In alcuni casi, i gestori si occupavano persino di commissioni quotidiane come la spesa o l'accompagnamento presso estetisti e parrucchieri, garantendo la massima discrezione agli inquilini.Sotto la lente degli inquirenti sono finiti non solo civili abitazioni, ma anche bed & breakfast e circoli privati che, dietro la facciata di associazioni artistiche o musicali, nascondevano club per scambi di coppie dove si consumavano rapporti a pagamento. Mentre i promotori principali del gruppo erano già stati condannati in precedenza, il processo ordinario per gli altri undici coinvolti prenderà il via il prossimo giugno. In quella sede, il collegio difensivo dovrà rispondere alle pesanti accuse di aver trasformato diverse zone della provincia in un lucroso distretto del sesso a pagamento.

