Più medici, più infermieri, più posti letto e tre sale operatorie a disposizione, a fronte però di un drastico e inesorabile calo dell’attività chirurgica e della produzione economica. È il quadro epidemiologico e gestionale che emerge dall’ultimo report curato dal Centro Studi del Dipartimento Nazionale Salute dell’Udc, incentrato sull’evoluzione del reparto di Cardiochirurgia dell'ospedale di Salerno, facente parte dell’Azienda “San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona”.
Parallelamente, il valore economico della produzione è sceso da oltre 11 milioni di euro a circa 8,2 milioni nel 2024, con un raggruppamento omogeneo di diagnosi medio che rimane stabile o in lieve calo (da 18.000 a 17.107 euro), a dimostrazione del fatto che non vi è stato alcun incremento della complessità clinica dei pazienti trattati.
A rimarcare la delicatezza dei dati tecnici è Mario Polichetti, responsabile del Dipartimento Nazionale Salute dell’Udc: «L'analisi del nostro Centro Studi evidenzia criticità metodologiche e organizzative che non possono essere ignorate. Va considerato che nei 414 interventi del 2024 sono computate anche le procedure Tavi, storicamente ed egregiamente svolte dalla struttura di Emodinamica. Scorporando tali procedure, il dato relativo alla cardiochirurgia tradizionale risulta ancora più fallimentare. Sollecitiamo un audit immediato da parte della Regione Campania e dell'Azienda "Ruggi" per verificare l'organizzazione delle sedute operatorie, la rotazione del personale e la gestione delle liste d'attesa. La salute dei salernitani non può essere ostaggio dell'inefficienza». L’Udc annuncia che trasmetterà l’esito dello studio alle autorità competenti e chiederà un incontro urgente con i vertici dell’Azienda “Ruggi” per fare piena luce sulla gestione del reparto.
Cardiochirurgia Ruggi Salerno, Udc denuncia: più personale e posti letto, ma meno interventi
Dai dati elaborati dal partito dello Scudo Crociato si evince una netta forbice tra le risorse impiegate e le prestazioni erogate. Mettendo a confronto il 2017 (anno pre-divisione della struttura) con il 2024 e le proiezioni per il 2025, si nota che l’organico complessivo è salito da 90 a 143 unità (+58,8%), i posti di degenza da 20 a 30, le terapie intensive da 8 a 10 e le sale operatorie da 2 a 3 (inclusa una ibrida). Ciononostante, gli interventi annuali sono crollati dai 586 del 2017 ai 414 del 2024 (con una proiezione per il 2025 che si attesta a soli 352 casi).Parallelamente, il valore economico della produzione è sceso da oltre 11 milioni di euro a circa 8,2 milioni nel 2024, con un raggruppamento omogeneo di diagnosi medio che rimane stabile o in lieve calo (da 18.000 a 17.107 euro), a dimostrazione del fatto che non vi è stato alcun incremento della complessità clinica dei pazienti trattati.
Le dichiarazioni
Sulla vicenda prende posizione il commissario provinciale dell’Udc di Salerno, Roberto Lambiase: «Ci troviamo di fronte a un paradosso gestionale intollerabile per i cittadini della nostra provincia. La struttura di Cardiochirurgia del "Ruggi" avrebbe attualmente tutte le carte in regola, per dotazione di personale e di apparecchiature, per eseguire tra gli 800 e i 1.000 interventi all'anno, soddisfacendo l'intero fabbisogno del nostro territorio. Invece assistiamo a una contrazione dell'attività di quasi il 30% rispetto al passato, pur in presenza di costi di gestione enormemente lievitati. È indispensabile che la direzione aziendale spieghi dove si concentrano i colli di bottiglia e perché un potenziale di eccellenza rimanga così gravemente inespresso».A rimarcare la delicatezza dei dati tecnici è Mario Polichetti, responsabile del Dipartimento Nazionale Salute dell’Udc: «L'analisi del nostro Centro Studi evidenzia criticità metodologiche e organizzative che non possono essere ignorate. Va considerato che nei 414 interventi del 2024 sono computate anche le procedure Tavi, storicamente ed egregiamente svolte dalla struttura di Emodinamica. Scorporando tali procedure, il dato relativo alla cardiochirurgia tradizionale risulta ancora più fallimentare. Sollecitiamo un audit immediato da parte della Regione Campania e dell'Azienda "Ruggi" per verificare l'organizzazione delle sedute operatorie, la rotazione del personale e la gestione delle liste d'attesa. La salute dei salernitani non può essere ostaggio dell'inefficienza». L’Udc annuncia che trasmetterà l’esito dello studio alle autorità competenti e chiederà un incontro urgente con i vertici dell’Azienda “Ruggi” per fare piena luce sulla gestione del reparto.

