La situazione nel carcere di Fuorni a Salerno è ormai insostenibile con poco più di 370 posti disponibili ospitano quasi 600 detenuti in celle sovraffollate, aggravate da infiltrazioni d'acqua e visibili segni di degrado: Donato Salzano, segretario dell'associazione radicale "Maurizio Provenza", ha avviato uno sciopero della fame a staffetta a partire dalla mezzanotte di ieri lunedì 10 agosto. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Questa protesta arriva a seguito della recente visita al carcere da parte di Nessuno Tocchi Caino e i Radicali, che ha portato alla ribalta le condizioni precarie del penitenziario, rivelando casi come quello di una detenuta di 30 anni, affetta da grave obesità, che vive in uno spazio di nove metri quadrati condiviso con un'altra donna e necessita del suo aiuto per compiere le attività quotidiane. Salzano sottolinea l'urgenza di un intervento e lamenta la mancata risposta alla richiesta di incontro, inviata il 24 giugno. Ha quindi avviato il "Satyagraha", una protesta nonviolenta ispirata a Gandhi, adottata in Italia da Marco Pannella e Aldo Capitini, con l'obiettivo di promuovere il dialogo.
L'attenzione è rivolta non solo ai detenuti ma all'intera comunità penitenziaria. Nel documento presentato a Ciampa, i Radicali evidenziano come la situazione coinvolga anche gli agenti e il personale dell'istituto, già emersi come problematici durante la visita di giugno per l'incapacità di garantire la funzione rieducativa della pena in un contesto così affollato e privo di risorse. Le rivendicazioni sono tre: l'istituzione dei Consigli di Aiuto Sociale previsti dall'articolo 75 dell'Ordinamento penitenziario, il ripristino della pianta organica dei magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Salerno con relative visite periodiche negli istituti di Salerno, Eboli e Vallo della Lucania, e la garanzia di un personale amministrativo presente cinque giorni alla settimana presso il Tribunale di Sorveglianza. Durante la visita di giugno era già stato sollevato il problema della magistratura di sorveglianza. "L'anno scorso eravamo qui e i detenuti erano già troppi. Oggi ne contiamo circa 600: è il segnale di un'implosione in atto", aveva denunciato Salzano.
Salerno, carcere di Fuorni al collasso: Donato Salzano inizia lo sciopero della fame
Il carcere di Fuorni è al collasso: poco più di 370 posti disponibili ospitano quasi 600 detenuti in celle sovraffollate, aggravate da infiltrazioni d'acqua e visibili segni di degrado. Tra i problemi evidenti, vi sono detenuti con patologie psichiatriche nelle sezioni ordinarie e frequenti episodi di autolesionismo, che rendono la gestione del penitenziario sempre più complessa. In questo scenario, Donato Salzano, segretario dell'associazione radicale "Maurizio Provenza", ha avviato uno sciopero della fame a staffetta a partire dalla mezzanotte di ieri. L'iniziativa mira a ottenere un incontro con Giuseppe Ciampa, presidente del Tribunale di Salerno.Questa protesta arriva a seguito della recente visita al carcere da parte di Nessuno Tocchi Caino e i Radicali, che ha portato alla ribalta le condizioni precarie del penitenziario, rivelando casi come quello di una detenuta di 30 anni, affetta da grave obesità, che vive in uno spazio di nove metri quadrati condiviso con un'altra donna e necessita del suo aiuto per compiere le attività quotidiane. Salzano sottolinea l'urgenza di un intervento e lamenta la mancata risposta alla richiesta di incontro, inviata il 24 giugno. Ha quindi avviato il "Satyagraha", una protesta nonviolenta ispirata a Gandhi, adottata in Italia da Marco Pannella e Aldo Capitini, con l'obiettivo di promuovere il dialogo.
L'attenzione è rivolta non solo ai detenuti ma all'intera comunità penitenziaria. Nel documento presentato a Ciampa, i Radicali evidenziano come la situazione coinvolga anche gli agenti e il personale dell'istituto, già emersi come problematici durante la visita di giugno per l'incapacità di garantire la funzione rieducativa della pena in un contesto così affollato e privo di risorse. Le rivendicazioni sono tre: l'istituzione dei Consigli di Aiuto Sociale previsti dall'articolo 75 dell'Ordinamento penitenziario, il ripristino della pianta organica dei magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Salerno con relative visite periodiche negli istituti di Salerno, Eboli e Vallo della Lucania, e la garanzia di un personale amministrativo presente cinque giorni alla settimana presso il Tribunale di Sorveglianza. Durante la visita di giugno era già stato sollevato il problema della magistratura di sorveglianza. "L'anno scorso eravamo qui e i detenuti erano già troppi. Oggi ne contiamo circa 600: è il segnale di un'implosione in atto", aveva denunciato Salzano.

