CAR-T contro il mieloma: l'ospedale Ruggi di Salerno il primo hub regionale. Le cellule vengono prelevate e programmate per attaccare il tumore con maggiore efficacia. Fino a ieri, rappresentava l'ultima speranza per pazienti che avevano esaurito quasi tutte le opzioni terapeutiche. Da oggi, questa terapia entra molto prima nel percorso di cura, modificando radicalmente il modo di affrontare uno dei tumori del sangue più complessi. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Il passo decisivo è stato possibile grazie alla delibera del direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Nicola Cantone, che ha autorizzato il contratto con Janssen-Cilag del gruppo Johnson & Johnson. Questo rappresenta l'ultimo passaggio tecnico e amministrativo necessario per rendere operativo il nuovo percorso presso l'unità diretta dal professor Carmine Selleri. La delibera evidenzia l'importanza strategica dell'iniziativa, sia per l'assistenza offerta sia per l'attrattività regionale, permettendo al centro di Salerno di essere il primo in Campania a fornire questa opportunità ai pazienti eleggibili. Questo risultato posiziona Salerno tra i pochi centri d’eccellenza nel Sud Italia in grado di offrire questa innovativa terapia cellulare. I pazienti campani potranno quindi evitare lunghi e costosi trasferimenti verso altre regioni, ottenendo cure specialistiche più vicine a casa.
La vera svolta non è solo tecnologica, ma anche temporale. Se in passato questa terapia era riservata a pazienti che avevano fallito almeno tre linee di trattamento, ora può essere usata già dopo il fallimento della prima terapia. Questo anticipo nel ricorso alle CAR-T aumenta le probabilità di successo, riduce i meccanismi di resistenza e migliora significativamente qualità e aspettativa di vita. Secondo il professor Selleri, questa innovazione cambia approccio al trattamento del mieloma multiplo: non più un’opzione di salvataggio, ma una terapia utilizzabile precocemente quando il sistema immunitario è ancora efficiente e la malattia ha sviluppato meno resistenze. È una svolta che modifica la storia naturale del disturbo.
CAR-T contro il mieloma: l'ospedale Ruggi di Salerno il primo hub regionale
La rivoluzione prende il via dal Ruggi d’Aragona di Salerno, che diventa il primo centro in Campania a offrire CAR-T dalla seconda linea di trattamento per il mieloma multiplo, ovvero alla prima ricaduta della malattia. Questa innovazione ha il potenziale di cambiare il destino di molti pazienti campani, considerando che ogni anno vengono diagnosticati circa 500 nuovi casi di questa patologia nella regione. Sebbene i progressi terapeutici siano stati significativi, il mieloma multiplo rimane una delle principali sfide per l’oncoematologia. Intervenire precocemente permette di aumentare le possibilità di ottenere remissioni profonde e durature quando il sistema immunitario è ancora in grado di reagire efficacemente.Il passo decisivo è stato possibile grazie alla delibera del direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Nicola Cantone, che ha autorizzato il contratto con Janssen-Cilag del gruppo Johnson & Johnson. Questo rappresenta l'ultimo passaggio tecnico e amministrativo necessario per rendere operativo il nuovo percorso presso l'unità diretta dal professor Carmine Selleri. La delibera evidenzia l'importanza strategica dell'iniziativa, sia per l'assistenza offerta sia per l'attrattività regionale, permettendo al centro di Salerno di essere il primo in Campania a fornire questa opportunità ai pazienti eleggibili. Questo risultato posiziona Salerno tra i pochi centri d’eccellenza nel Sud Italia in grado di offrire questa innovativa terapia cellulare. I pazienti campani potranno quindi evitare lunghi e costosi trasferimenti verso altre regioni, ottenendo cure specialistiche più vicine a casa.
Cosa sono le CAR-T
Non parliamo di un farmaco tradizionale, ma di una delle forme di medicina personalizzata più avanzate disponibili oggi. Vengono prelevati linfociti T dai pazienti, cellule cruciali per la difesa dell'organismo, che vengono poi geneticamente modificate in laboratori specializzati per riconoscere e attaccare esclusivamente le cellule tumorali. Una volta riprogrammate, queste cellule vengono reinfuse nei pazienti trasformandosi in un vero “farmaco vivente”, capace di cercare e distruggere il tumore con grande precisione.La vera svolta non è solo tecnologica, ma anche temporale. Se in passato questa terapia era riservata a pazienti che avevano fallito almeno tre linee di trattamento, ora può essere usata già dopo il fallimento della prima terapia. Questo anticipo nel ricorso alle CAR-T aumenta le probabilità di successo, riduce i meccanismi di resistenza e migliora significativamente qualità e aspettativa di vita. Secondo il professor Selleri, questa innovazione cambia approccio al trattamento del mieloma multiplo: non più un’opzione di salvataggio, ma una terapia utilizzabile precocemente quando il sistema immunitario è ancora efficiente e la malattia ha sviluppato meno resistenze. È una svolta che modifica la storia naturale del disturbo.

