Si è svolta la seconda udienza del processo relativo al presunto patto elettorale politico-mafioso legato alle elezioni amministrative del 2019 a Capaccio Paestum. Lo riporta Stiletv.
Durante l’udienza, la Procura ha avanzato diverse richieste istruttorie. Tra queste, la trascrizione delle intercettazioni considerate rilevanti per il procedimento. I pubblici ministeri Carlo Rinaldi ed Elena Guarino hanno anche sollecitato l’acquisizione di sentenze emesse con rito abbreviato nei confronti di Vincenzo De Cesare e Antonio Cosentino, oltre agli atti relativi al patteggiamento di Angelo Genovese. Inoltre, sono state richieste documentazioni su vicende giudiziarie connesse al caso, compresi atti amministrativi relativi al Lido Kennedy e supporti video raccolti all'esterno degli uffici di Roberto Squecco a Capaccio Paestum.
Dal lato delle difese, gli avvocati di Franco Alfieri hanno chiesto la trascrizione di un’intercettazione chiave per dimostrare l’innocenza del loro assistito. Hanno sottolineato che il diniego della Procura nel soddisfare questa richiesta potrebbe pregiudicare il diritto fondamentale alla difesa. Sia per Alfieri che per Squecco non sono state avanzate domande di revoca o attenuazione delle misure cautelari. Tuttavia, gli avvocati di Bernardi e Squecco hanno richiesto la restituzione di due assegni circolari presentati in precedenza come offerta riparatoria ad Alfieri, poi rifiutati. Per Bernardi, il suo legale Vincenzo Scarlato ha anche chiesto la revoca o una riduzione della misura cautelare, sostenendo la necessità che il cliente torni a lavorare presso il Comune di Capaccio Paestum. La Procura si è opposta alla richiesta e il Collegio giudicante ha riservato la decisione.
Il Tribunale, intanto, ha accolto le richieste delle parti per l’ammissione delle prove documentali e ha disposto la trascrizione delle intercettazioni da parte di periti designati. Ai consulenti è stato conferito un termine di 90 giorni per completare e consegnare le trascrizioni. Le operazioni peritali cominceranno ufficialmente il prossimo 23 giugno, con la supervisione dei tecnici nominati dalle parti. L’udienza è stata aggiornata al 13 luglio per ascoltare la testimonianza del tenente colonnello Fabio Gargiulo della Direzione Investigativa Antimafia (DIA). Una seconda data è fissata per il 5 ottobre, quando sarà possibile esaminare i materiali trascritti.
Capaccio Paestum, processo sul presunto patto politico-mafioso: seconda udienza a Salerno
Si è svolta la seconda udienza del processo relativo al presunto patto elettorale politico-mafioso legato alle elezioni amministrative del 2019 a Capaccio Paestum, senza alcun rinvio nonostante l'astensione dei penalisti. L’udienza, tenutasi nell’aula C008, è stata presieduta dal giudice Domenico Diograzia. Presenti in aula gli imputati Franco Alfieri, ex sindaco, il pregiudicato Roberto Squecco, il vigile urbano sospeso Antonio Bernardi e l’ex addetto al cimitero Michele Pecora. Mentre Alfieri e Squecco si trovano agli arresti domiciliari, gli altri due imputati hanno l’obbligo di dimora nella città dei Templi. In collegamento dal carcere di Cosenza era presente anche il pregiudicato Domenico De Cesare, associato al cosiddetto "gruppo di Baronissi". Assente, invece, l’ex moglie di Squecco, Stefania Nobili, unica tra i coinvolti a piede libero.Durante l’udienza, la Procura ha avanzato diverse richieste istruttorie. Tra queste, la trascrizione delle intercettazioni considerate rilevanti per il procedimento. I pubblici ministeri Carlo Rinaldi ed Elena Guarino hanno anche sollecitato l’acquisizione di sentenze emesse con rito abbreviato nei confronti di Vincenzo De Cesare e Antonio Cosentino, oltre agli atti relativi al patteggiamento di Angelo Genovese. Inoltre, sono state richieste documentazioni su vicende giudiziarie connesse al caso, compresi atti amministrativi relativi al Lido Kennedy e supporti video raccolti all'esterno degli uffici di Roberto Squecco a Capaccio Paestum.
Dal lato delle difese, gli avvocati di Franco Alfieri hanno chiesto la trascrizione di un’intercettazione chiave per dimostrare l’innocenza del loro assistito. Hanno sottolineato che il diniego della Procura nel soddisfare questa richiesta potrebbe pregiudicare il diritto fondamentale alla difesa. Sia per Alfieri che per Squecco non sono state avanzate domande di revoca o attenuazione delle misure cautelari. Tuttavia, gli avvocati di Bernardi e Squecco hanno richiesto la restituzione di due assegni circolari presentati in precedenza come offerta riparatoria ad Alfieri, poi rifiutati. Per Bernardi, il suo legale Vincenzo Scarlato ha anche chiesto la revoca o una riduzione della misura cautelare, sostenendo la necessità che il cliente torni a lavorare presso il Comune di Capaccio Paestum. La Procura si è opposta alla richiesta e il Collegio giudicante ha riservato la decisione.
Il Tribunale, intanto, ha accolto le richieste delle parti per l’ammissione delle prove documentali e ha disposto la trascrizione delle intercettazioni da parte di periti designati. Ai consulenti è stato conferito un termine di 90 giorni per completare e consegnare le trascrizioni. Le operazioni peritali cominceranno ufficialmente il prossimo 23 giugno, con la supervisione dei tecnici nominati dalle parti. L’udienza è stata aggiornata al 13 luglio per ascoltare la testimonianza del tenente colonnello Fabio Gargiulo della Direzione Investigativa Antimafia (DIA). Una seconda data è fissata per il 5 ottobre, quando sarà possibile esaminare i materiali trascritti.

