In Campania arriva lo stop al raddoppio delle importazioni di olio tunisino a dazio zero. Coldiretti rassicura: "L'UE tutela i nostri agricoltori".
La proposta avanzata dal Governo tunisino mirava a rinforzare il quadro giuridico bilaterale, incrementando il contingente agevolato a 100.000 tonnellate annue. Una misura che, secondo Coldiretti, avrebbe gravemente danneggiato i produttori italiani, generando un calo dei prezzi sul mercato nazionale e creando una concorrenza insostenibile per l’olio made in Italy. Fondamentale, inoltre, è garantire che i prodotti importati rispettino le stesse norme sanitarie e qualitative imposte ai produttori europei, tutelando così sia gli agricoltori sia i consumatori.
Loffreda ha sottolineato che questo risultato premia gli sforzi degli olivicoltori campani, che stanno investendo nella crescita del settore su scala nazionale e internazionale. La Campania si è distinta come prima regione italiana ad aver avviato un piano olivicolo regionale, registrando una partecipazione massiccia agli incontri organizzati grazie al supporto di Aprol Campania. Gli sforzi congiunti di Coldiretti e Filiera Italia continuano a produrre risultati tangibili per il comparto.
Il direttore ha anche denunciato le problematiche legate all’importazione di olio tunisino, il cui volume è aumentato del 40% e viene venduto a un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo. Questo fenomeno sta contribuendo a un dumping che danneggia gravemente i produttori italiani, costretti spesso a vendere sotto i costi di produzione. Inoltre, persistono preoccupazioni riguardo l’uso di pesticidi vietati in Europa ma consentiti in Tunisia.
Con oltre 70.000 ettari dedicati alla coltivazione dell’olivo e una produzione che mostra un incremento per la stagione 2024/2025, la Campania si conferma un attore chiave nel panorama olivicolo italiano, posizionandosi al sesto posto tra le regioni produttrici. Tra le principali varietà spiccano la Pisciottana, la Caiazzana, la Carpellese, la Rotondella e la Minucciola.
Campania, arriva lo stop al raddoppio delle importazioni di olio tunisino a dazio zero
Arriva lo stop al raddoppio delle importazioni di olio tunisino a dazio zero. Una notizia positiva per gli olivicoltori campani, grazie alla decisione della Commissione Europea di bloccare l’espansione delle importazioni di questo prodotto, che avrebbe favorito il mercato parallelo e penalizzato i produttori italiani. Su questa linea si è espresso Salvatore Loffreda, direttore regionale di Coldiretti Campania, spiegando che la Commissione, su sollecitazione di Coldiretti e Filiera Italia, ha accolto le istanze del settore agricolo e non prevede ulteriori agevolazioni commerciali per l’olio d’oliva, come confermato dal Commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen.La proposta avanzata dal Governo tunisino mirava a rinforzare il quadro giuridico bilaterale, incrementando il contingente agevolato a 100.000 tonnellate annue. Una misura che, secondo Coldiretti, avrebbe gravemente danneggiato i produttori italiani, generando un calo dei prezzi sul mercato nazionale e creando una concorrenza insostenibile per l’olio made in Italy. Fondamentale, inoltre, è garantire che i prodotti importati rispettino le stesse norme sanitarie e qualitative imposte ai produttori europei, tutelando così sia gli agricoltori sia i consumatori.
Loffreda ha sottolineato che questo risultato premia gli sforzi degli olivicoltori campani, che stanno investendo nella crescita del settore su scala nazionale e internazionale. La Campania si è distinta come prima regione italiana ad aver avviato un piano olivicolo regionale, registrando una partecipazione massiccia agli incontri organizzati grazie al supporto di Aprol Campania. Gli sforzi congiunti di Coldiretti e Filiera Italia continuano a produrre risultati tangibili per il comparto.
Il direttore ha anche denunciato le problematiche legate all’importazione di olio tunisino, il cui volume è aumentato del 40% e viene venduto a un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo. Questo fenomeno sta contribuendo a un dumping che danneggia gravemente i produttori italiani, costretti spesso a vendere sotto i costi di produzione. Inoltre, persistono preoccupazioni riguardo l’uso di pesticidi vietati in Europa ma consentiti in Tunisia.
Con oltre 70.000 ettari dedicati alla coltivazione dell’olivo e una produzione che mostra un incremento per la stagione 2024/2025, la Campania si conferma un attore chiave nel panorama olivicolo italiano, posizionandosi al sesto posto tra le regioni produttrici. Tra le principali varietà spiccano la Pisciottana, la Caiazzana, la Carpellese, la Rotondella e la Minucciola.

