Esistono numerose agevolazioni pensate per chi decide di acquistare un’abitazione o avviare un’attività in un piccolo Comune alle prese con il rischio di spopolamento: ecco tutti i bonus Regione per Regione.
È frequente che piccoli centri, soprattutto quelli più isolati o caratterizzati da collegamenti e infrastrutture meno sviluppati, mettano a disposizione abitazioni al prezzo simbolico di un euro o introducano incentivi economici per attirare nuovi residenti e contrastare la diminuzione della popolazione.
A livello nazionale esistono strumenti come la Strategia nazionale per le aree interne e il Piano borghi finanziato attraverso il Pnrr. Tuttavia, sono soprattutto le amministrazioni regionali e comunali a tradurre concretamente queste politiche in interventi specifici. Di conseguenza, requisiti e benefici possono cambiare anche in modo significativo tra Regioni e Comuni. Inoltre, possono esserci ulteriori iniziative locali anche nei territori privi di un incentivo regionale generale. Ecco le principali opportunità previste nei diversi territori per chi desidera trasferirsi, acquistare casa o avviare un’attività in un piccolo centro.
Il contributo copre l’80% delle spese sostenute, con un massimo di 40mila euro se nel Comune o nella frazione non esistono altre attività con lo stesso codice Ateco. In presenza di un’altra attività dello stesso tipo, il limite scende a 20mila euro.
Il contributo può coprire il 30% delle spese, comprendendo diverse tipologie di investimento: acquisto di terreni, compravendita e ristrutturazione di immobili, macchinari, animali e spese tecniche. Il limite massimo è di 240mila euro.
Per quest’anno la Regione ha destinato 10 milioni di euro alla riqualificazione delle infrastrutture e dei servizi pubblici nelle aree interessate, mentre non è ancora stato chiarito se verrà riproposto un incentivo specifico per l’acquisto delle abitazioni.
Il contributo può raggiungere 2mila euro una tantum per la nascita di un figlio o per le famiglie con un bambino di età inferiore ai tre anni. La misura comprende anche i nuclei familiari che trasferiscono la residenza in uno dei piccoli Comuni interessati, a condizione che si impegnino a mantenerla per almeno cinque anni.
La Regione potrà contribuire alle opere di riqualificazione con un importo fino a 2mila euro al metro quadro, per un massimo complessivo di 280mila euro. Chi entrerà in possesso dell’immobile dovrà trasferire la propria residenza in Calabria e impegnarsi a viverci per almeno dieci anni.
Lo sconto può salire al 60% per chi, oltre a spostare la residenza, acquista un immobile oppure realizza interventi di ristrutturazione e trasferisce il domicilio fiscale in un Comune con meno di 5mila abitanti.
È inoltre previsto un credito d’imposta del 50% per chi acquista una casa in un piccolo Comune, con un beneficio massimo di 15mila euro. Per chi invece apre un’attività economica contribuendo a creare occupazione in un piccolo centro è disponibile un ulteriore incentivo che può arrivare fino a 20mila euro.
Il Piemonte, attraverso specifici bandi, ha destinato 1,4 milioni di euro alla riqualificazione degli impianti sportivi nei Comuni fino a 15mila abitanti. Sono stati inoltre stanziati 10 milioni di euro per garantire i servizi essenziali, mantenere operative le scuole e sostenere le botteghe dei servizi nei Comuni montani. In Veneto sono stati invece messi a disposizione 250mila euro per gli enti locali montani maggiormente in difficoltà, con particolare attenzione a servizi sociali, trasporto scolastico e viabilità.
Quando i programmi regionali lasciano alle singole amministrazioni locali il compito di realizzare interventi specifici, non è escluso che siano proprio i Comuni a introdurre incentivi per attirare nuovi residenti. È quanto avviene, ad esempio, in Comuni come Ficulle e Piegaro in Umbria e in alcune realtà della Basilicata.
Alcune Regioni hanno sperimentato in passato incentivi diretti per favorire il trasferimento della residenza, per poi interromperli o modificare le proprie strategie. L’Emilia-Romagna aveva introdotto misure nel 2020 e nel 2022 a sostegno delle giovani coppie che acquistavano o ristrutturavano un’abitazione nei Comuni dell’Appennino. Il Molise, invece, aveva lanciato nel 2019 il programma del reddito di cittadinanza attiva, che poteva arrivare fino a 24mila euro nell’arco di tre anni, ma l’iniziativa non è stata successivamente rinnovata.
Anche le Regioni che oggi non dispongono di strumenti regionali specifici potrebbero comunque introdurne in futuro. Il presidente della Campania Roberto Fico, a novembre dello scorso anno, aveva infatti dichiarato: “Pensiamo a incentivi o ad una defiscalizzazione per le aziende che si delocalizzano. Ma anche bonus per nuclei familiari disposti che vogliono trasferirsi”.
Numerose agevolazioni per chi decide di trasferirsi in un borgo a rischio spopolamento: tutti i bonus Regione per Regione
Esistono numerose agevolazioni pensate per chi decide di acquistare un’abitazione o avviare un’attività in un piccolo Comune alle prese con il rischio di spopolamento. Alcune misure sono previste a livello nazionale, mentre molte altre vengono stabilite direttamente dalle singole Regioni e possono quindi variare sensibilmente da un territorio all’altro.È frequente che piccoli centri, soprattutto quelli più isolati o caratterizzati da collegamenti e infrastrutture meno sviluppati, mettano a disposizione abitazioni al prezzo simbolico di un euro o introducano incentivi economici per attirare nuovi residenti e contrastare la diminuzione della popolazione.
A livello nazionale esistono strumenti come la Strategia nazionale per le aree interne e il Piano borghi finanziato attraverso il Pnrr. Tuttavia, sono soprattutto le amministrazioni regionali e comunali a tradurre concretamente queste politiche in interventi specifici. Di conseguenza, requisiti e benefici possono cambiare anche in modo significativo tra Regioni e Comuni. Inoltre, possono esserci ulteriori iniziative locali anche nei territori privi di un incentivo regionale generale. Ecco le principali opportunità previste nei diversi territori per chi desidera trasferirsi, acquistare casa o avviare un’attività in un piccolo centro.
Liguria
In Liguria è previsto un incentivo destinato ad artigiani, commercianti e imprese di servizi che decidono di avviare una nuova attività nei Comuni non costieri con una popolazione non superiore a 2.500 abitanti. Il contributo può arrivare fino a 300 euro al mese per sostenere le spese di gestione e di locazione e può essere riconosciuto per un periodo massimo di cinque anni.Lombardia
In Lombardia è disponibile il bando “Nuova Impresa”, rivolto alle attività economiche. Possono beneficiarne coloro che aprono un esercizio commerciale dedicato alla vendita di prodotti alimentari e beni di prima necessità in un Comune con meno di 3mila abitanti o in una frazione.Il contributo copre l’80% delle spese sostenute, con un massimo di 40mila euro se nel Comune o nella frazione non esistono altre attività con lo stesso codice Ateco. In presenza di un’altra attività dello stesso tipo, il limite scende a 20mila euro.
Trentino-Alto Adige
La Provincia autonoma di Trento ha previsto risorse per chi acquista un’abitazione destinata successivamente alla ristrutturazione. La misura riguarda esclusivamente i centri classificati come a rischio abbandono e individuati dalla Giunta provinciale. Il contributo copre il 40% della spesa, fino a un massimo di 200mila euro, nel caso degli insediamenti storici, mentre per gli altri interventi la percentuale è del 35%.Friuli-Venezia Giulia
In Friuli-Venezia Giulia è previsto un sostegno rivolto ai giovani interessati ad avviare attività come allevamenti, aziende agricole o imprese impegnate nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Per accedere all’incentivo è necessario avere meno di 41 anni e assumere l’impegno a mantenere la residenza in area montana.Il contributo può coprire il 30% delle spese, comprendendo diverse tipologie di investimento: acquisto di terreni, compravendita e ristrutturazione di immobili, macchinari, animali e spese tecniche. Il limite massimo è di 240mila euro.
Toscana
Attualmente in Toscana non risulta attivo un nuovo bando, ma potrebbe essere riproposta la misura introdotta lo scorso anno per i Comuni montani con popolazione fino a 10mila abitanti e per quelli appartenenti alla cosiddetta Toscana Diffusa. La precedente iniziativa consentiva a chi proveniva da fuori regione, trasferiva la residenza in uno dei Comuni interessati e acquistava un’abitazione di ottenere un contributo fino a 10mila euro.Per quest’anno la Regione ha destinato 10 milioni di euro alla riqualificazione delle infrastrutture e dei servizi pubblici nelle aree interessate, mentre non è ancora stato chiarito se verrà riproposto un incentivo specifico per l’acquisto delle abitazioni.
Marche
Nelle Marche al momento non è attivo un nuovo bonus, dopo la scadenza della misura introdotta l’anno scorso. Il precedente incentivo era rivolto alle imprese commerciali, ai bar e ai ristoranti intenzionati ad avviare un’attività nei Comuni con meno di 5mila abitanti. Non è esclusa una possibile riproposizione della misura.Lazio
Nel Lazio è stato approvato un Piano per la riqualificazione dei piccoli Comuni valido fino al 2027. Tra gli interventi è previsto un sostegno destinato alle famiglie residenti nei cosiddetti “piccolissimi Comuni”, cioè quelli con una popolazione fino a 2mila abitanti.Il contributo può raggiungere 2mila euro una tantum per la nascita di un figlio o per le famiglie con un bambino di età inferiore ai tre anni. La misura comprende anche i nuclei familiari che trasferiscono la residenza in uno dei piccoli Comuni interessati, a condizione che si impegnino a mantenerla per almeno cinque anni.
Abruzzo
In Abruzzo è previsto da alcuni anni un incentivo destinato ai nuovi residenti, pari a 2.500 euro all’anno. La misura interessa le famiglie che trasferiscono la propria residenza in un Comune montano e si impegnano a mantenerla per almeno cinque anni. L’importo può arrivare al doppio se, nello stesso periodo, viene avviata anche un’attività imprenditoriale nel Comune scelto.Puglia
In Puglia le modalità operative delle misure destinate alle aree interne non sono ancora state definite nei dettagli. La Regione ha approvato recentemente un programma da 75 milioni di euro, che dovrà essere concretamente organizzato e attuato nei prossimi mesi. Tra gli obiettivi indicati c’è anche quello di favorire la permanenza e l’arrivo nei territori di turisti, lavoratori da remoto, studenti, giovani famiglie e nuovi residenti.Calabria
In Calabria è partita la fase sperimentale del programma “Ripopola Calabria”, i cui effetti concreti per chi intende trasferirsi si vedranno successivamente. Per il momento la Regione sta chiedendo ai Comuni con meno di 5mila abitanti e che hanno registrato una diminuzione della popolazione negli ultimi anni di individuare gli immobili pubblici inutilizzati che potrebbero essere venduti per essere recuperati. Terminata questa fase, dovrebbe essere creata una piattaforma online attraverso la quale consultare gli immobili disponibili e presentare le richieste.La Regione potrà contribuire alle opere di riqualificazione con un importo fino a 2mila euro al metro quadro, per un massimo complessivo di 280mila euro. Chi entrerà in possesso dell’immobile dovrà trasferire la propria residenza in Calabria e impegnarsi a viverci per almeno dieci anni.
Sicilia
La Regione Siciliana ha recentemente introdotto un’iniziativa particolare rivolta a chi arriva dall’estero e trasferisce la propria residenza nell’Isola. La misura prevede una riduzione del 50% dell’Irpef regionale per tre anni, con un risparmio che può arrivare fino a 100mila euro all’anno, in base naturalmente al reddito del beneficiario.Lo sconto può salire al 60% per chi, oltre a spostare la residenza, acquista un immobile oppure realizza interventi di ristrutturazione e trasferisce il domicilio fiscale in un Comune con meno di 5mila abitanti.
Sardegna
La Sardegna è tra le Regioni che hanno dedicato maggiore attenzione alle politiche contro lo spopolamento, attraverso diverse misure specifiche. Tra queste ci sono gli incentivi alla natalità, come il contributo di 600 euro al mese per il primo figlio e di 400 euro per i successivi, destinato alle famiglie che hanno un figlio e risiedono in un Comune con meno di 3mila abitanti. La misura ha contribuito ad aumentare in maniera significativa le nascite negli ultimi anni.È inoltre previsto un credito d’imposta del 50% per chi acquista una casa in un piccolo Comune, con un beneficio massimo di 15mila euro. Per chi invece apre un’attività economica contribuendo a creare occupazione in un piccolo centro è disponibile un ulteriore incentivo che può arrivare fino a 20mila euro.
Le altre Regioni
Le politiche contro lo spopolamento variano notevolmente in base al territorio. In Valle d’Aosta non esiste una singola misura regionale, anche se periodicamente vengono discusse nuove iniziative. Il territorio punta soprattutto su interventi mirati, come quelli dell’Unité Mont-Cervin, orientati principalmente al potenziamento dei servizi e delle infrastrutture più che all’erogazione di contributi diretti ai nuovi residenti.Il Piemonte, attraverso specifici bandi, ha destinato 1,4 milioni di euro alla riqualificazione degli impianti sportivi nei Comuni fino a 15mila abitanti. Sono stati inoltre stanziati 10 milioni di euro per garantire i servizi essenziali, mantenere operative le scuole e sostenere le botteghe dei servizi nei Comuni montani. In Veneto sono stati invece messi a disposizione 250mila euro per gli enti locali montani maggiormente in difficoltà, con particolare attenzione a servizi sociali, trasporto scolastico e viabilità.
Quando i programmi regionali lasciano alle singole amministrazioni locali il compito di realizzare interventi specifici, non è escluso che siano proprio i Comuni a introdurre incentivi per attirare nuovi residenti. È quanto avviene, ad esempio, in Comuni come Ficulle e Piegaro in Umbria e in alcune realtà della Basilicata.
Alcune Regioni hanno sperimentato in passato incentivi diretti per favorire il trasferimento della residenza, per poi interromperli o modificare le proprie strategie. L’Emilia-Romagna aveva introdotto misure nel 2020 e nel 2022 a sostegno delle giovani coppie che acquistavano o ristrutturavano un’abitazione nei Comuni dell’Appennino. Il Molise, invece, aveva lanciato nel 2019 il programma del reddito di cittadinanza attiva, che poteva arrivare fino a 24mila euro nell’arco di tre anni, ma l’iniziativa non è stata successivamente rinnovata.
Anche le Regioni che oggi non dispongono di strumenti regionali specifici potrebbero comunque introdurne in futuro. Il presidente della Campania Roberto Fico, a novembre dello scorso anno, aveva infatti dichiarato: “Pensiamo a incentivi o ad una defiscalizzazione per le aziende che si delocalizzano. Ma anche bonus per nuclei familiari disposti che vogliono trasferirsi”.

