Il Tar della Campania ha annullato il divieto di musica nei locali del comune di Amalfi: si tratta di un punto di svolta per la movida. Lo riporta PositanoNews.
La sentenza n. 515/2026 difende dunque non solo i diritti degli esercenti, ma anche l’immagine turistica di Amalfi, nota per la sua vibrante movida estiva. Si delineano così nuovi equilibri tra regolamentazione amministrativa e libertà imprenditoriale, in un contesto territoriale in cui vita notturna e rispetto delle norme ambientali devono trovare un punto di incontro.
Amalfi, annullato il divieto di musica nei locali
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Campania ha preso una decisione che cambierà il panorama delle serate amalfitane. Con la sentenza n. 515/2026, la Terza Sezione del TAR di Salerno ha accolto il ricorso di un gestore di un noto locale della Costiera Amalfitana, revocando le restrizioni imposte dal Comune sulle serate musicali estive. Questa sentenza non solo apre nuovi scenari per l'intrattenimento notturno, ma stabilisce anche un precedente importante per gli imprenditori locali.Errore procedurale e "firma sbagliata"
Uno dei punti cruciali della decisione è stato un tecnicismo giuridico legato a ciò che i giudici hanno definito "incompetenza relativa". Le ordinanze che vietavano l'organizzazione delle serate musicali erano state firmate dal Responsabile della Polizia Municipale, una figura che il TAR ha ritenuto non competente per questo tipo di provvedimenti. Secondo i giudici, tale responsabilità spetta esclusivamente al SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive), rendendo la procedura utilizzata dal Comune formalmente invalida.Musica come attività accessoria, non spettacolo pubblico
La sentenza non si ferma all'aspetto burocratico, ma affronta anche il cuore del problema. Il Comune aveva assimilato le serate musicali con dj-set agli "spettacoli pubblici", richiedendo, di conseguenza, autorizzazioni complesse comparabili a quelle destinate ai grandi eventi. Tuttavia, il TAR ha respinto questa interpretazione, sottolineando che l'uso di casse acustiche nei locali è da considerarsi un’attività complementare alla ristorazione e alla somministrazione di alimenti e bevande. In altre parole, la semplice presenza di musica in sottofondo non trasforma un bar o ristorante in una discoteca o sala concerti, né giustifica il ricorso a permessi speciali.Conseguenze a catena sulla normativa locale
La sentenza del TAR ha generato un effetto domino immediato. Ha infatti invalidato anche le successive note emesse dall'amministrazione comunale, con cui si intimavano i gestori dei locali a non installare impianti sonori esterni e a tenere basso il volume della musica. Questo rappresenta un importante sollievo per gli imprenditori della movida locale, che vedono riconosciuto il diritto di offrire intrattenimento all'interno dei limiti delle normative commerciali standard.La sentenza n. 515/2026 difende dunque non solo i diritti degli esercenti, ma anche l’immagine turistica di Amalfi, nota per la sua vibrante movida estiva. Si delineano così nuovi equilibri tra regolamentazione amministrativa e libertà imprenditoriale, in un contesto territoriale in cui vita notturna e rispetto delle norme ambientali devono trovare un punto di incontro.

