Un cantiere aperto ai piedi della rupe che sostiene il centro storico di Agropoli è finito sotto sequestro nell’ambito dei controlli contro l’abusivismo edilizio. L’intervento, eseguito nei giorni scorsi da Guardia di Finanza e Polizia Municipale, riguarda un’area particolarmente delicata sotto il profilo paesaggistico e idrogeologico. Dopo il provvedimento giudiziario è intervenuto anche il Comune, che ha disposto l’immediata interdizione della zona e una serie di opere per la messa in sicurezza del versante. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Agropoli, scavo ai piedi della rupe per costruire una piscina panoramica senza i permessi: sequestrato il cantiere
Gli accertamenti hanno interessato un immobile collocato a ridosso della parete rocciosa sulla quale sorge il centro storico della città. Nel corso delle verifiche sarebbe emersa una difformità tra gli interventi effettivamente realizzati e quanto indicato nella Segnalazione Certificata di Inizio Attività presentata nel 2023. Secondo le contestazioni formulate dagli inquirenti, i lavori sarebbero stati finalizzati alla realizzazione di una piscina panoramica senza i necessari titoli abilitativi.
L’elemento ritenuto più delicato riguarda però gli interventi effettuati direttamente sulla parete rocciosa. Per creare lo spazio destinato alla struttura sarebbe stata rimossa una consistente porzione della falesia. Un’operazione che, secondo quanto contestato, avrebbe modificato l’equilibrio del versante e creato un possibile rischio di cedimenti verso l’area sottostante. Proprio la possibilità di fenomeni franosi ha determinato un ulteriore intervento dell’Amministrazione comunale.
Il sindaco dispone l’interdizione dell’area
Il sindaco Roberto Mutalipassi ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente con la quale viene disposto il divieto di accesso alla zona interessata dai lavori. L’obiettivo è evitare rischi per le persone e per i beni presenti nelle vicinanze, in attesa che vengano effettuati gli interventi necessari sul pendio.
Il provvedimento comunale stabilisce una serie di adempimenti a carico dei proprietari dell’immobile, compatibilmente con le decisioni della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, titolare del fascicolo d’indagine.
La prima scadenza è fissata in 48 ore, entro le quali dovranno essere predisposte opere di protezione dell’area. A queste dovranno seguire soluzioni provvisorie finalizzate a scongiurare eventuali frane o fenomeni di dissesto e, successivamente, un intervento definitivo per la sistemazione del versante.
Il Comune pronto a intervenire in caso di mancato rispetto dell’ordinanza
L’Amministrazione ha già indicato anche cosa accadrà qualora i destinatari del provvedimento non rispettassero i tempi previsti. In caso di mancato avvio delle opere di sicurezza, sarà il Comune di Agropoli a procedere direttamente attraverso un intervento in danno, con l’esecuzione delle attività necessarie per eliminare le condizioni di pericolo. Restano intanto affidati all’autorità giudiziaria gli accertamenti sulla regolarità dei lavori eseguiti e sulle eventuali responsabilità connesse al cantiere sequestrato.

